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LUCIO DIODATI E LA SUA BICICLETTA: 1420 CHILOMETRI DI COLORI, SILENZI E SCOPERTE LUNGO LA CICLOVIA ADRIATICA

Dal cuore dell’Abruzzo al confine nord-orientale della penisola. L’artista Lucio Diodati pedala dentro e fuori se stesso, attraversando l’Italia su due ruote.

di Claudio Lattanzio – Quando non dipinge donne dall’eleganza onirica e dai colori vivi, Lucio Diodati pedala. E da anni, ormai, non ha mai davvero smesso. L’artista popolese, classe 1955, celebre per le sue opere e i suoi quadri, (veri “paesaggi umani” come li ha definiti magistralmente il critico d’arte Vittorio Sgarbi), ha scelto un mezzo essenziale – una Gravel, evoluzione di una vecchia citybike con portaborse anteriori e posteriori – per trasformare il viaggio in bicicletta in un percorso di scoperta interiore e paesaggistica.

Lucio DIODATI mentre fa una piccola sosta davanti a un Trabocco in Molise

Tutto è cominciato, racconta lui stesso, “dopo il Covid, in un momento in cui sentivo il bisogno di ricominciare. Di uscire, di scoprire, di respirare.” Da allora, i chilometri si sono moltiplicati come le sensazioni: oltre 700 solo nella prima avventura, attraversando Abruzzo, Molise, Campania e pedalando lungo la Costiera Amalfitana. Un ritorno a casa che è diventato l’inizio di qualcosa di molto più grande.

Poi è arrivata la Sicilia, percorsa tutta, isola dopo isola, scogliera dopo spiaggia. E ancora più giù, fino a Santa Maria di Leuca, la punta estrema della Puglia, “dove l’Italia finisce e lo sguardo si apre verso l’altrove”. Da lì nasce un’idea tanto semplice quanto potente: seguire la costa verso nord, verso Trieste, lungo la Ciclovia Adriatica, uno dei grandi itinerari della rete Bicitalia ideata da Fiab. Un percorso ciclabile che abbraccia lo stivale da sud a nord, costeggiando il mar Adriatico, lungo 1.420 km, con un dislivello di oltre 5.700 metri.

Lucio DIODATI mentre attraversa le Puglie

Un viaggio a colori

Ogni tappa è una pennellata su una grande tela fatta di mare, asfalto, natura e silenzi. L’ultimo tratto del lungo viaggio, il Tour 18, prenderà il via domenica 1° giugno  da Cervia. “Le valli di Comacchio, immerse nella natura, sono un paradiso per chi ama pedalare lontano dai motori”, racconta Diodati. Poi il delta del Po, dove Brenta, Adige e Po si uniscono per sfociare nell’Adriatico; e ancora la laguna di Venezia, “dove sembra di galleggiare tra acqua e cielo, su strade deserte che tagliano l’infinito”.

Infine, la campagna veneta, costellata di canali, vecchie cascine e i resti dell’antica Aquileia, testimone silenziosa della grandezza dell’impero romano. A concludere il viaggio, Trieste, la città delle onde, dei venti e dei pensieri che trovano rifugio nella luce bianca del suo golfo.

DIODATI sul promontorio del Circeo

Più di un percorso: una visione

Lucio Diodati non è solo un artista del pennello: oggi è Pioneer Komoot per il cicloturismo nelle province di L’Aquila e Pescara e Expert per oltre 40 province del centro-sud Italia. I suoi viaggi sono tracciati, condivisi, raccontati, con l’entusiasmo di chi vuole mostrare che la bicicletta è molto più che un mezzo: è uno sguardo diverso sul mondo.

“La bici ti costringe a rallentare, a guardare, ad ascoltare. È una forma d’arte anche lei. E io non credo di essere mai davvero sceso da quella sella”, confessa.

E forse è proprio questo il senso del viaggio: non arrivare, ma continuare a pedalare. Tra i colori che disegna su tela e quelli che ritrova in riva al mare, Lucio Diodati ha tracciato una nuova strada: quella dove arte, natura e libertà si incontrano. E dove ogni tappa è un’opera da vivere.

Nella foto di copertina DIODATI con la sua Gravel nel centro di Napoli

Per seguire il viaggio completo:

Ciclovia Adriatica su Komoot – Tour 18

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