SFRATTATO DA CASA PER MANCANZA DEL BRACCIALETTO ELETTRONICO: CLIMA DI TENSIONE TRA VICINI A SULMONA
È costretto a lasciare temporaneamente la propria abitazione per l’assenza del braccialetto elettronico. Protagonista della vicenda è un 52enne di Sulmona, finito nel mirino della magistratura per una lunga serie di atti persecutori nei confronti dei vicini di casa. Una situazione sfociata in un provvedimento del giudice per le indagini preliminari che ha revocato il divieto di dimora, sostituendolo con il divieto di avvicinamento a meno di 500 metri dai luoghi frequentati dalle persone offese, da attuarsi con l’ausilio del dispositivo elettronico di controllo. Tuttavia, l’indisponibilità del braccialetto ha impedito l’immediata applicazione della misura, costringendo l’uomo a cambiare domicilio.
Secondo l’imputazione, l’episodio più grave si sarebbe verificato quando il 52enne ha tentato di investire un 61enne, colpendolo con lo specchietto retrovisore della propria auto e facendolo cadere con violenza su un’altra vettura parcheggiata. Un gesto che si inserisce in un contesto di pesanti e ripetuti attriti condominiali, che hanno reso necessario l’intervento dell’autorità giudiziaria.
I fatti contestati coprono un arco temporale che va da ottobre 2024 a marzo 2025 e coinvolgono anche il figlio 18enne del 52enne. Secondo quanto emerso, il giovane, afflitto da alcune problematiche personali, si sarebbe reso protagonista di almeno due aggressioni fisiche nei confronti della coppia vicina di casa, entrambe, si legge negli atti, compiute su istigazione del padre. Il primo episodio risale al 25 ottobre 2024, quando la vicina fu colpita con violenza al volto e trasportata in ospedale. Un’aggressione analoga sarebbe poi avvenuta il 12 marzo scorso.
Un’escalation di tensioni che ha trasformato la convivenza in un vero e proprio incubo per le vittime, tanto da spingere il tribunale ad adottare misure più stringenti. In attesa che venga reperito il braccialetto elettronico, il 52enne dovrà rimanere lontano dalla sua abitazione, come stabilito dalla magistratura per porre fine a un clima di forte conflittualità che rischiava di degenerare ulteriormente.



