SULMONA, L’ULTIMA SFIDA IN PIAZZA PRIMA DEL SILENZIO ELETTORALE. FIGORILLI VINCE LA PROVA DEL PUBBLICO
La campagna elettorale si chiude tra la pioggia, gli applausi e i colpi di scena. A Sulmona, le ultime ore prima del silenzio elettorale si sono consumate tutte sotto il cielo aperto, tra comizi, striscioni, promesse e rivendicazioni. I quattro candidati sindaco si sono giocati le ultime carte là dove la politica ha ancora il sapore autentico del contatto diretto: in piazza.
E se c’era una sfida simbolica che poteva decretare un vincitore morale, è stata quella con la piazza: Angelo Figorilli, candidato del centrosinistra, è riuscito a riempire piazza XX Settembre, imponendosi con un colpo d’occhio che ha fatto la differenza.
Nicola Di Ianni: “Meglio perdere con dignità che piegarsi a logiche di potere”
In piazza Garibaldi, la più vasta del centro storico, Nicola Di Ianni – candidato sindaco sostenuto dalla sola lista Metamorfosi – ha scelto la trasparenza e il coraggio. “Mi dicevano: non andare in piazza, se vengono solo 50 persone che fai? Ma il nostro progetto guarda oltre”, ha detto dal palco, circondato dai suoi candidati. Il suo comizio ha toccato i temi più sensibili: Tribunale, Cogesa, sport, turismo, giovani e frazioni, ribadendo con forza l’indipendenza del suo progetto. “Preferisco perdere con dignità che rinnegare ciò che ho detto alla gente”, ha affermato, chiudendo con un appello alla coerenza e all’autenticità.
Catia Puglielli: “Da oggi avrete un sindaco che chiama la Asl e fa rispettare le priorità”

Catia Puglielli ha scelto piazza XX Settembre per l’ultimo appello al voto. In apertura l’ex deputata Paola Pelino, tra i promotori del progetto civico riformista, insieme a Bruno Di Masci e al parlamentare di Azione Giulio Sottanelli. Emozionata ma decisa come non mai così come ha portato avanti tutta la campagna elettorale, la Puglielli ha chiuso il comizio tra le lacrime, dopo aver elencato le priorità del suo programma: sanità, fondi europei, frazioni, amministrazione, tribunale e rilancio dell’occupazione. “La pubblica amministrazione non è fatta di favori”, ha detto con fermezza. Tre le liste che la sostengono, per un totale di 45 candidati consiglieri.
Angelo Figorilli: “Ora basta promesse nei corridoi, torniamo alla politica di piazza”

La sfida della piazza, però, la vince Angelo Figorilli. Il candidato del centrosinistra ha mobilitato una piazza XX Settembre gremita, issando lo striscione “La filiera siamo noi”. Accanto a lui il consigliere regionale Luciano D’Amico e numerosi sindaci del territorio. Figorilli ha criticato i comizi “chiusi”, lontani dalla gente: “Hanno fatto la campagna negli hotel e nei cortili del potere. Ma ora Sulmona deve scegliere: restare nel circolo vizioso della disperazione o cambiare pagina”. Con cinque liste al fianco – PD, M5S, Sbic, Sulmona Città Futura e Alleanza Verdi Sinistra – il messaggio è chiaro: ripartire dalle persone, nei luoghi della partecipazione vera.
Luca Tirabassi: “Sono un uomo libero, non ho padroni né cambiali da pagare”

La pioggia non ha fermato Luca Tirabassi, candidato del centrodestra, che ha concluso la sua campagna nel cortile interno di Palazzo San Francesco, evitando la prova della piazza. È stata l’unica coalizione a non affrontare un comizio in uno spazio pubblico cittadino, preferendo un luogo più raccolto e protetto. Sul palco, uno a uno hanno parlato i rappresentanti delle sei liste che lo sostengono: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Udc, Sulmona al Centro e Noi Moderati. Tirabassi ha rivendicato la sua autonomia: “Non sono andato a propormi. È la coalizione che ha scelto me. Non ho debiti politici, né favori da restituire. Questo vuol dire che vi potete fidare”. Lancia poi la sfida: “Serve una spunta per vincere al primo turno e dare cinque anni di stabilità alla città”.
Dopo settimane definite da molti “piatte”, la campagna elettorale sulmonese si è riaccesa solo nelle ultime battute, proprio quando la parola è tornata nelle piazze. Ognuno con il suo stile, i candidati hanno dato prova di tenuta, coerenza e visione. Ma da domani, come impone la legge, sarà silenzio.
A parlare, stavolta, saranno solo le urne.
Domenica e lunedì i cittadini di Sulmona sceglieranno chi guiderà la città per i prossimi cinque anni. E, come sempre, lo faranno portando con sé memoria, speranza e aspettative.



