BILANCIO IN ROSSO IN REGIONE? NESSUN PROBLEMA, C’È L’AMICO-REVIEW!
Altro che tagli, sacrifici, razionalizzazioni. In Abruzzo, quando i conti non tornano, la soluzione non è una spending review, ma una brillante e più creativa “amico-review”. A svelarne il funzionamento è l’assessore regionale al Bilancio Mario Quaglieri, che pare abbia deciso di affrontare il disastro finanziario con una scelta geniale: promuovere chi gli è più vicino – non nel senso metaforico, ma proprio fisicamente, in ufficio.
Secondo quanto si legge tra le righe (ma anche tra i titoli) del giornale on line il Capoluogo, il capo della segreteria, sarebbe in odore di promozione con un salto da funzionario con bonus a dirigente da oltre 130.000 euro annui. Una vera parabola meritocratica, basata – evidentemente – sulla prossimità alla scrivania dell’assessore.
Dal canto loro, i cittadini, mentre attendono mesi per una visita medica e pagano tasse sempre più salate, si chiedono se per riequilibrare il bilancio non convenga piazzare curriculum direttamente alle segreterie politiche, dove pare che le opportunità fiocchino più che nei concorsi pubblici. Una vicenda sottolineata in un comunicato stampa diffuso dagli esponenti dell’Alleanza Verdi Sinistra Italiana, che puntano il dito contro questa cattiva abitudine della politica.
E a proposito di miracoli professionali, come non ricordare il caso – ormai da manuale – di Roberta Salvati, centralinista della ASL assunta come categoria protetta e candidata nella lista della Lega alle prossime amministrative di Sulmona. La Salvati è stata chiamata tramite comando nella segreteria della vicepresidente del Consiglio regionale Marianna Scoccia di Noi Moderati. Anche lei, da centralino a centralissima, nel cuore della politica regionale. con la prospettiva di essere stabilizzata dalla Regione e non tornare mai più a rispondere alle telefonate degli utenti dell’ospedale. Certe chiamate cambiano davvero la vita, soprattutto se si fa politica.
AVS Sulmona non le manda a dire: ricorda che le esperienze maturate nei corridoi del potere, riferendosi chiaramente alla vicenda Taglieri, non dovrebbero valere come titoli per accedere ai concorsi pubblici. Ma si sa, tra un incarico fiduciario e un concorso cucito su misura, la differenza è sottile – almeno quanto il confine tra legalità e furbizia.
Il messaggio finale è chiaro: la Pubblica Amministrazione non è un rifugio per fedelissimi, né il bancomat dei partiti. È, o dovrebbe essere, un servizio per tutti. Ma finché si governa con lo spirito del “faccio come mi pare”, la meritocrazia resta solo una parola nei discorsi elettorali.
E mentre i cittadini fanno i conti con i bilanci familiari, c’è chi – nei palazzi – pensa a sistemare quello degli amici. Sempre con stile, sempre con fondi pubblici.




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Anche se si commenta, tutto procederà come al solito ma la cosa certa è che le cose cambieranno di nuovo presto, chissà se per il meglio !!!!