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IL GIORNALISTA E SCRITTORE FRANCO PRESICCI SCRIVE SULL’OPERA DI GOFFREDO PALMERINI

di Franco Presicci *

MILANO – Non vorrei esagerare, e chiedo venia per il paragone ardito, ma credo che a Davis
Livingston, Stendhal, Ferdinand Gregorovius ed ad altri ancora assomigli come viaggiatore
Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore acuto e attraente, sensibile e fertile. Lui non sale su
un aereo o su un treno per passatempo, per cambiare o godersi il sole di un Paese esotico per
poi vantarsene. Come oggi fanno in tanti. Palmerini no: viaggia per incontrare gente, ascoltarla,
conoscere le loro storie, le loro esperienze e fissarle nei libri e nei giornali. Non ĆØ solo un uomo
curioso di vedere cose nuove, altre persone, scoprire altre mentalitĆ , altri usi, altre tradizioni,
altri paesaggi.
Palmerini va alla ricerca di quelli che a suo tempo lasciarono il proprio Paese per guadagnare il
pane, affrontando sacrifici, umiliazioni, discriminazioni. Palmerini vola in America, in Australia,
in Brasile, in Canada, in Argentina, in Sud Africa, e va in zone anche impervie, dovunque
possa trovare una vita da snocciolare ai suoi lettori, che sono davvero tanti. E quando racconta,
quelle vite, suscita emozioni, coinvolge. Ha il dono della scrittura scorrevole, limpida, senza
artifici retorici, senza orpelli.

Rileggendo uno dei suoi libri, ho approfondito la conoscenza di Mario Fratti e la sua casa-
museo, del grande scrittore John Fante (Denver, 8 aprile 1909 – Los Angeles, 8 maggio 1983)

e suo figlio Dan, anch’egli scrittore che donò la sua macchina da scrivere ad un museo di
Pescara, in Abruzzo. Lui, Palmerini, Dan Fante lo ha intercettato e incontrato a Los Angeles ed
ha raccolto da lui ogni particolare della sua esistenza e di quella del grande padre, compreso il
gesto di Charles Bukowsky di abbandonare la propria casa editrice per aver rifiutato di dare
alle stampe ā€œChiedi alla polvereā€ del collega scrittore (il libro ĆØ pubblicato in Italia da Einaudi).
Non si contano le personalitĆ  su cui Goffredo ha scavato, le persone semplici che ha invitato ad
aprirsi. Ha dato voce a centinaia di emigrati italiani che hanno nostalgia della terra di origine. Li
ha trovati a Little Italy, a New York e in tante altre cittĆ  degli States, dove ĆØ stato chissĆ  quante
volte, a Buenos Aires, a Caracas, a Sydney, a San Paolo, a Toronto, a Johannesburg, in
Bolivia, in Cile, persino in Tasmania…
Il viaggio per lui ĆØ apprendimento, scoperta di luoghi e di popoli da trasmettere agli altri. E lo fa
con la semplicitĆ  che fa parte del suo carattere. Tra le sue pagine si scopre l’anima dei
personaggi che ha contattato, i loro sogni, le loro speranze, le loro frustrazioni. Sono porte che
si spalancano e invitano ad entrare; sono confini che si lasciano oltrepassare; stazioni affollate
di passeggeri in arrivo e in partenza. I suoi libri sono pieni di fatti, di eventi, ricordi, profili
sapientemente delineati… Tra le sue numerose opere ā€œL’Italia dei sogniā€, ā€œLe radici e le aliā€.
Le sue radici sono in Abruzzo, terra nobile, coraggiosa, tenace, che guarda avanti, non si piega,
ricostruisce L’Aquila dalle macerie. Palmerini ĆØ cosƬ, ha la forza dell’ulivo secolare, della
quercia che va sempre più in alto. Ho riletto ā€œGran tour a volo d’aquilaā€ e ā€œMario Daniele, il
sogno americanoā€. Quando rileggo brani dei suoi libri provo una sorta di gioia per lo stile e per il
contenuto. Ogni libro porta ricchezza, riempie il cuore di sentimenti genuini. Ecco l’ultimo ā€œTi
racconto cosĆ¬ā€. Lui racconta con calma, con pazienza, con accortezza.
Dove vai, Goffredo, quale strada imbocchi questa volta? Inutile chiederlo, a volte fino all’ultimo
momento non lo sa neppure lui. Lo immagino viaggiare ai tempi della locomotiva a vapore, che
ispirò poeti, prosatori, pittori, con il suo stesso fumo che l’avvolgeva facendola scomparire per
un attimo. Sbuffava, sibilava, ingoiava i binari senza correre troppo. La linea di quella macchina
faceva sognare. Erano altri tempi. Adesso la osservo, mentre la vedo circolare nei video di
facebook; la vedo tirare il treno del Bernina. Non lo sa nemmeno lui da quanto tempo fa avanti e
indietro da un Paese ad un altro. Lo capisci spaziando sui suoi libri, che contengono anche cronache, racconti vita vera. Aprendo
ā€œTi racconto cosĆ¬ā€, s’incontra anche Papa Francesco, che nel 2022 fece visita pastorale a
L’Aquila per aprire la Porta Santa alla Perdonanza, il più antico giubileo della storia; e il
Columbus Day a New York; David Sassoli, il giornalista televisivo, la cui ā€œforza proveniva dalle
sue convinzioni, da suoi ideali radicati nella fede e maturate nelle esperienze della vitaā€.
Interessanti anche le pagine sulla riapertura dello storico ristorante ā€œTre Marieā€, che, sorto nel
1912, annovera nell’albo d’oro personalitĆ  eminenti della poesia, del belcanto, dell’arte, del
cinema e della politica: l’antico caffĆØ che ha sempre coniugato storia e cultura. Leggendo nelle
sue pagine ā€œLa lunga marcia delle donne nelle istituzioniā€, si ha l’impressione di seguirla, quella
marcia, se la si condivide.
Con Elham Hamedi, una voce di libertĆ  in Iran nell’arte della poesia, ci commuoviamo al
pensiero che in quel Paese la donna ĆØ sottomessa. Di Goffredo Lucilla Sergiacomo ha scritto:
ā€œSe Goffredo Palmerini fosse vissuto ai tempi dell’antica Roma, potremmo rintracciarlo nel
novero dei Pontefici Massimi, i magistrati che registravano negli Annales maximi i fatti più
rilevanti, politici, militari…ā€.
Palmerini pontifex maximus? Non siamo lontani dalla realtĆ . I pontefici massimi venivano eletti
e io il voto a Goffredo Palmerini, che rimanendo in tempi più vicini a noi ha rivestito
degnamente cariche pubbliche, oltre ad essere stato dirigente delle Ferrovie dello Stato, lo
darei: come amministratore fino al 2007 al Comune dell’Aquila, cittĆ  capoluogo d’Abruzzo,
parecchie volte assessore e vice sindaco, ha lavorato benissimo, riscuotendo il consenso dei
cittadini. Gli incarichi a lui affidati li ha svolti con competenza e coscienza.
La sua attivitĆ  giornalistica ĆØ lodevole: scrive su molte testate italiane ed estere, conosce
tantissimi direttori di giornali e redattori, oltre a uomini di governo e a vertici delle istituzioni. Ha
ricevuto moltissimi riconoscimenti in Italia e fuori. A Caracas fu premiato nel 2009 come
Personaggio dell’anno, anche per l’impegno solerte, costante, appassionato per le Associazioni
abruzzesi nel mondo. Nel 2014 ha ricevuto il premio nazionale di Giornalismo dedicato a ā€œMaria
Grazia Cutuliā€, la bravissima e coraggiosa collega del ā€œCorriere della Seraā€ brutalmente
assassinata nel 2001 in Afghanistan. Ha ottenuto numerose medaglie e attestati. ƈ stato
premiato anche come scrittore d’eccellenza. La lista ĆØ lunga. Ma Goffredo Palmerini resta un
uomo saggio, modesto, cordiale, disponibile, concreto. ƈ spesso invitato a prendere parte a
trasmissioni televisive anche sui canali nazionali, non solo in occasione delle presentazioni dei
suoi volumi.
ƈ un uomo tranquillo, ha l’aspetto del parroco colto, paterno e ascoltato, prossimo a diventare
vescovo. Il suo volto ĆØ incorniciato da una barba folta e ben curata, un ieratico. Parla a voce
bassa, con un linguaggio chiaro, mai pomposo, valuta bene le parole. ƈ una pasta d’uomo.
Agisce per contribuire ad un mondo migliore. Ha scritto su tanti argomenti: sulle meraviglie del
nostro Paese, anche nell’ambito storico, architettonico e paesaggistico. Si ĆØ interessato delle
tradizioni regionali; svolge un’attivitĆ  intensa con le comunitĆ  italiane all’estero.
ƈ membro del comitato scientifico del ā€œDizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel
Mondoā€, opera di cui ĆØ uno degli autori, e tante altre cose. Insomma Palmerini non sta mai
fermo. Esplora i tesori del suo Abruzzo; racconta il Fucino e la storia del lago e della gente
marsa; scrive pagine toccanti sulla morte del grande drammaturgo Mario Fratti a New York, suo
amico fraterno. Goffredo Palmerini ĆØ una fonte inesauribile di notizie. L’argomento principale
per lui ĆØ l’emigrazione, di cui ĆØ un esperto. Gli abruzzesi li segue ovunque e informa
puntualmente sulle loro attivitĆ  ovunque si svolgano, a Milano o a Firenze e ovunque nel
mondo. I suoi cenni storici sull’emigrazione italiana, in particolare quella della sua terra, e quella
femminile in particolare, sono preziositĆ  da custodire.
Forse Goffredo di notte non dorme. Ha mille cose a cui pensare. Gli articoli da mandare ai
giornali, i libri da scrivere, un giornale su cui pubblicare con le sue stesse mani, ā€œLa Prima
Paginaā€, arioso, ricco di contenuti, scritto con bravura. Goffredo Palmerini ĆØ un maestro, abile

ƈ nel pilotare l’ammiraglia. ƈ un uomo di cui puoi godere l’amicizia, certo della sua lealtĆ , della
sua schiettezza, della sua forza di abruzzese che non viene mai meno alla parola data.
Ammiro molto, di Palmerini, lo stile, l’eleganza dei suoi modi, la dolcezza della sua parola.
Quando arriva sulla mia scrivania una sua opera, abbandono tutto e gli dedico tutta l’attenzione
che merita, Goffredo Palmerini ĆØ un pilastro. Se tutti fossero come lui, il mondo girerebbe nella
maniera giusta.
*Giornalista e scrittore

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