L’EPISTOLARIO DI MADAME: IL SIR SCRIVE SU CHI AGISCE NELL’OMBRA
Eccomi a Lei Madame. Mi ha chiesto cosa ne penso di coloro che agiscono nell’ombra, alle spalle, nell’anonimato. Mi creda Madame, questo è più tema da psichiatra che da giornalista. Ma le dirò cosa ne penso. Insomma, ci provo. Vede Madame, la mente Umana ha milioni di sfaccettature. Molte positive, altre inquietanti. Chi agisce nell’anonimato ha vergogna di se stesso. Non si piace. Quindi sente l’insano bisogno di colpire alle spalle gli altri e di solito lo fa utilizzando l’antica arte della calunnia. Qui non si tratta di tradire l’amicizia o la fiducia di chicchessia, ma semplicemente di appagare l’istinto di distruzione che in definitiva è come rompere uno specchio perché ci ritrae brutti. Come se la nostra bruttezza fosse colpa dello specchio. Chi vive la miseria interiore più desolante, vorrebbe estenderla a tutti. Soprattutto a coloro che miserabili non sono, né psichicamente né fisicamente. L’anonimo odia il bello e la gioia. I colori e la vita. Il suo mondo mentale è vischioso e purulento, il suo occhio torvo e il suo parlare acido di alitosi. In altri termini quando si è marci dentro, marciume si esala. Nella mia vita professionale e personale, Madame, di lettere anonime ne ho ricevute a centinaia. Telefonate minacciose e ingiuriose, messaggi da numeri criptati e altre cosette di questa natura, hanno accompagnato la mia esistenza fino ad ora. Quindi so di cosa si parla. Il loglio infesta i campi di grano. La calunnia la luminosità dell’esistenza. L’anonimo è sia loglio che calunnia. Quindi Pochezza e malvagità. Non ha coscienza l’anonimo. Non se la può permettere poiché averne equivarrebbe a dichiarare la propria morte interiore. E allora ecco che chi agisce nell’ombra è costretto a rinnegare la luce. E con la luce, la Vita e la sua Bellezza.
La Saluto Madame.



