L’EPISTOLARIO DI MADAME: LA SOLITUDINE
La mia solitudine
Mio fedele diario, tra le morbide incertezze del futuro, non posso che considerare la solitudine, che da qualche tempo vivo. Le foto insieme, i momenti da salvare, le vacanze, i dissapori per uno sguardo maschile indiscreto o per la biancheria intima gettata a caso nel bagno. Questo, mio diario, il bagaglio dei ricordi nella solitudine che assaporo. Un bene o un male? Un momento di transito o uno stimolo per conoscermi meglio? Non saprei. So solo che come ogni donna, sono fenice di me stessa. Dalle ceneri del ieri, proverò a risorgere più bella e solare di prima. Ā Non cerco avventure di unāora, le conosco e non lasciano nulla. Alcune solo un pattume interiore di umori e sapori sgradevoli. Quelle cose che si traducono, per la mentalitĆ maschile, in un semplice: āIo con quellaā¦.ā. Un oggetto usato e commentato, nei locali tra amici ghignanti a bicchiere in mano. Una negazione dellāintimitĆ che di certo non accarezza il cuore di donna che ho. La solitudine diventerĆ primavera, lo sento. Con i colori vivaci che donerò solo a chi saprĆ apprezzare lāintima realtĆ . Ā Ed ecco che con le vene pulsanti, confido nel cielo stellato e nel saper sconfiggere le paure nellāimboccare una nuova strada. Quella della libertĆ .
Madame




