MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA E VIOLENZA SULLA NONNA, GIOVANE ALLONTANATO DA CASA
Un 22enne è stato accusato di maltrattamenti contro familiari o conviventi, lesioni personali aggravate e violenza privata, a seguito di una serie di episodi di violenza in ambito familiare. Il giovane è stato allontanato dalla casa familiare nei giorni scorsi grazie all’intervento dei carabinieri.
La vicenda ha preso il via a fine 2024, quando una pattuglia dei carabinieri è intervenuta presso l’abitazione del giovane, su richiesta di aiuto del padre che denunciava una violenta ginocchiata ricevuta dal figlio. Gli uomini dell’Arma, notando un certo timore da parte dei familiari, hanno intuito che non si trattava di un episodio isolato e che la situazione nascondeva un contesto di violenza domestica continua.
Immediatamente avviate le indagini, gli inquirenti della stazione dei carabinieri del paese di residenza della famiglia hanno guadagnato la fiducia dei familiari del giovane, che hanno raccontato anni di abusi. Dalla ricostruzione è emerso un quadro drammatico di condotte prevaricatrici, violenze fisiche, richieste di denaro e minacce che si protraevano sin dal 2022.
L’episodio più grave è avvenuto poche settimane fa, quando il giovane, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe colpito la nonna 88enne con una testata al volto e le avrebbe sottratto il telefono per impedirle di chiamare i soccorsi. Un atto di violenza che ha allertato definitivamente le forze dell’ordine.
Le informazioni raccolte durante le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Sulmona, hanno portato il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona ad adottare due misure cautelari: l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalle vittime. Le disposizioni sono state eseguite nei giorni scorsi dai carabinieri della stazione di Pratola Peligna.
Al giovane, oltre alle misure restrittive, verrà applicato il “braccialetto elettronico”, un dispositivo che permetterà alle forze dell’ordine di monitorare i suoi spostamenti. In caso di avvicinamento a meno di 500 metri dai luoghi interdetti, il dispositivo invierà automaticamente un segnale di allarme alle forze dell’ordine.
È importante ricordare che, sebbene l’arrestato sia stato fermato in flagranza, la sua colpevolezza dovrà essere accertata in sede di giudizio, in quanto il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva resta valido. I provvedimenti adottati sono soggetti a verifica e convalida da parte dell’Autorità Giudiziaria.


