A SINISTRA
di Massimo Di Paolo – La buona notizia è che il candidato per la coalizione di centro-sinistra Angelo Figorilli ha creato agitazione, una certa vitalità sopita ormai da tanto nelle fila di chi, nonostante tutto, sia rimasto nel Comparto. Viene in mente un originale e scanzonato libro di poesie di Guido Catalano dal titolo “Ti amo ma posso spiegarti”. La cattiva è che l’area di centrosinistra a Sulmona ha sviluppato la tendenza a restare ferma da anni con scarse proposte di novità e rottura. Lasciamo stare quei fenomeni emersi nelle ultime amministrazioni, dove anche una fiammella interna ha contribuito a cuocere a fuoco lento la guida del partito e della coalizione. Ora sembra scoccata l’ora del ti–riamo, con una sfida che sembra essere sincera, ispirata a ridare vita a un progetto pieno di valori ponendo al primo posto l’integrazione delle differenze, il ricompattamento o la creazione di un “campo largo” cittadino di iscritti, associazioni, donne e uomini che nonostante tutto, nonostante una sentita e sofferta marginalizzazione, sono intimamente restati (e sono molti); gruppi di fuoriusciti; moderati, liberali per idee e partecipazione, che sperano in un sussulto evolutivo utile, giusto e necessario al PD, al Centrosinistra e soprattutto alla Città. Come ebbi a dire in altra occasione il popolino di destra spesso propone feste, farina e forca per fare squadra – fuori metafora: semplificazione godereccia e gogna per chi la pensa diversamente – la gente di sinistra ha bisogno di respirare idee, valori fondanti, dibattiti interni e non. Certo è che Angelo Figorilli, per far tenere il sistema dovrà fin da subito saper riconoscere e gestire aspetti correntizi e saper metabolizzare, capitalizzare e valorizzare critiche, commenti, osservazioni: anche quelle dure, che potrebbero innescare reazioni riflesse come storia insegna. C’è un’altra difficoltà da superare per ridare centralità e forza alla proposta di centrosinistra a Sulmona: il linguaggio. Servono parole chiare, proposte nette, argomenti comuni per gente comune; impegni di sostanza che trattino i bisogni delle persone che stentano, che necessitano di servizi, di cura, che vedono nell’ Amministrazione la protezione del bene comune e del cittadino comune. Una sorta di posizionamento privo di formule politiche polverose, di ambivalenza nei programmi, di saccenza nelle prassi e nei dibattiti. Il clima generale è favorevole. Quello che sta avvenendo nel mondo con una “America” irriconoscibile e un ritorno ai Governi fondamentalisti, fa nascere e rinvigorire, anche nelle realtà periferiche e nei piccoli territori, il bisogno di una sorta di “radicalità” di sinistra in antitesi a quella certa torsione autoritaria.
I mondi di centrosinistra sono stati e restano plurali, anche in Valle Peligna, tenerli insieme non è mai stata cosa semplice con una tendenza alla frantumazione riscontrabile fin dalle elezioni del 1951. A Sulmona nel tempo, classe politica e classe borghese hanno sviluppato il vizietto di tutelare sé stesse predicando a chi è già convinto; mimetizzandosi in un idealismo spesso astratto e diffidando con sospetto di ogni cambiamento e di ogni nuovo protagonista. Forse è arrivato il momento di mettersi in discussione con scelte coraggiose. Certo che i tempi elettorali hanno regole proprie e spazi ridotti per strutturare un’evoluzione. Ma è necessario provarci capitalizzando anche il passato recente. “Sbagliando si impara” ci ricorda la nostra migliore Scuola.
Ricordiamoci delle cose belle e propiziatorie: teatri, musica, eventi ma non nascondiamo le cose “faticose”, su quelle il centrosinistra dovrà creare la differenza per una nuova esperienza di governo.




La sinistra prenderà una cantonata…