ELEZIONI SULMONA: DI “METAMORFOSI” SI CAPISCE SOLO CHI SARÀ IL SINDACO…
di Luigi Liberatore – L’esordio, a giudizio di chi scrive, non appare dei più felici. Pericoloso, direi, ma nel senso di rischioso per la lista “Metamorfosi” che di fatto apre la campagna elettorale del Terzo polo e di cui dovrebbe essere l’immagine quadro e la compagine trainante. Mi sono buttato a capofitto nella lettura di presentazione che poi dovrebbe delineare la strategia politica e tracciare, a favore dell’elettorato, le principali direttrici lungo le quali incardinare il processo di costruzione, o ricostruzione, del profilo della città. Io ci ho messo attenzione, tuttavia dopo aver letto il comunicato più volte ho tratto una sola cosa di concreto, o una notizia: il nome del loro candidato sindaco. Eppure non era stringata la presentazione, sicché era sufficiente per contenere tante proposte e abbastanza lunga da poter spiegare in cosa consiste la loro proposta amministrativa per la città. Guardate, il mio quoziente intellettivo è da minimo sindacale, ma io non ho letto nulla di politico se non un intreccio di frasi, un susseguirsi di termini e di aggettivi per cui ho pensato che il manifesto della lista lo avesse scritto il nostro ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Volete ancora una mia libera impressione? Leggendo, ho avuto netta la sensazione che fossi davanti a un passaggio del manifesto del Futurismo di marinettiana memoria, e non a una lista pronta per salire le scale di palazzo San Francesco e dare ordini e indirizzi operativi alla città di Sulmona. Metamorfosi deve indicare cosa voglia fare del piano regolatore, come risolvere gli appalti delle mense scolastiche, dire quali siano le priorità in tema di circolazione stradale, cosa pensi delle vicende del tribunale, della sanità che è allo sbando se non allo sfascio, come intervenire sul cimitero. Ecco una frettolosa lista della spesa. Oddio neanche a destra, come a sinistra hanno le idee chiare. Però quella di Metamorfosi sa molto e soltanto di tesi filosofiche.


