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SULMONA, IL SEGRETARIO DEL PD DIEGO BUCCI SOGNA LA DEMOCRAZIA DELL’ANTICA GRECIA

di Luigi Liberatore – Fra sei giorni, almeno stando alle dichiarazione del neo segretario del Pd cittadino, sapremo chi sarà il candidato sindaco di Sulmona. Come se non sapessimo che l’unico a dare la propria disponibilità alla carica è Carlo Alicandri Ciufelli, assessore per breve tempo alla Cultura dell’amministrazione uscente, come i ministri nel Governo Fanfani del 1954 che durò 11 giorni appena. “Stiamo lavorando-ha detto Diego Bucci- al programma e sulla proposta da offrire ai cittadini di cui una parte comprenderà quanto non è stato portato a termine dalla precedente amministrazione”. Dunque, non ci sarà rottura, col mandato precedente, piuttosto si procede nel segno della continuità anche sulle cose da fare come se la defenestrazione di Gianfranco Di Piero non abbia insegnato nulla. Giudicate voi se questo “antipasto” è sufficiente a tenere il passo a Sulmona per un partito che deve contrastare la “marcia” di Fratelli D’Italia ed impedire che la città finisca nelle mani della destra che ha già delineato strategie e uomini per occupare Palazzo san Francesco. Non è finita. Il Pd è entrato in rotta di collisione con Sinistra Italiana, con una dichiarazione di supponenza secondo cui i “cugini” non rispecchierebbero le posizioni della maggioranza del tavolo del centrosinistra, per cui il tavolo, le cui dimensioni non sono poi così estese, si accorcia ancora. Non basta. E’ preoccupante davvero la proposta fatta poi dal segretario cittadino del Pd sulla figura del sindaco, eventualmente sia loro: “Il prescelto sarà affiancato da una squadra di collaboratori, e per collaboratori non intendiamo gli assessori ma cittadini aderenti alla nostra coalizione che si occuperanno dei diversi temi di impegno politico amministrativo, ognuno per le proprie competenze”. Guardate, o io non so capire il pensiero di Diego Bucci, o lui davvero fa riferimento ad un esempio di democrazia partecipativa che rimanda Sulmona all’antica Grecia. Ve lo immaginate voi a Sulmona un sindaco, mettiamo Carlo Alicandri Ciufelli, che con le sue prerogative di primo cittadino debba introdurre o assumere iniziative culturali, politiche industriali o urbanistiche non prima di essersi sentito con chissà quanti esponenti o assemblee dotate di “pleno iure”. Qualcuno dica al Pd che non stiamo ai tempi di Pericle sennò la destra a Sulmona non ha bisogno nemmeno di fare campagna elettorale. Con queste premesse si capisce pure il motivo per cui nel centrosinistra ci sia solo la disponibilità di Ciufelli a ricoprire la carica di sindaco di Sulmona. 

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