SANITÀ IN CRISI: CHIUSURA A TEMPO INDETERMINATO PER L’AMBULATORIO DI PSICOLOGIA A SULMONA
L’ambulatorio di psicologia dell’ospedale di Sulmona chiude i battenti fino a data da destinarsi, lasciando senza assistenza decine di pazienti. La causa della sospensione delle attività è la scadenza del contratto dell’unica dottoressa in servizio, attualmente in ferie in attesa di un eventuale rinnovo.
La situazione evidenzia ancora una volta le carenze di personale e la gestione critica della sanità nel territorio peligno. A farne le spese sono soprattutto i pazienti più fragili, per i quali la continuità terapeutica è fondamentale.
Valentina Venti, paziente oncologica da cinque anni in cura, ha ricevuto la comunicazione della cancellazione del suo appuntamento settimanale e ora teme per il prosieguo del suo percorso psicoterapeutico. Due anni fa aveva già affrontato un periodo di incertezza e disagi a causa del pensionamento del precedente specialista, con una fase di transizione lunga e complicata. L’interruzione delle terapie rappresenta per i pazienti un problema gravissimo, incidendo sul loro benessere psicofisico e alimentando ulteriori stati di ansia e stress.
Ma la chiusura dell’ambulatorio di psicologia è solo una delle tante criticità della sanità locale. Valentina, come molti altri cittadini del comprensorio peligno, ha dovuto spesso rivolgersi a strutture sanitarie di altre città a causa delle lunghe liste d’attesa dell’ospedale di Sulmona. Per un’ecografia, ad esempio, è costretta ad aspettare mesi, mentre nei presidi di Castel di Sangro o Pescina l’attesa è sensibilmente più breve. Lo stesso accade per altre visite ed esami diagnostici, spesso disponibili solo in strutture distanti come L’Aquila, Avezzano, Preturo, Trasacco e Tagliacozzo.
Il problema delle tempistiche esasperate è noto da tempo, ma continua a pesare sulla salute dei cittadini. La necessità di spostarsi altrove per ricevere cure tempestive rischia di impoverire ulteriormente i servizi sanitari locali, con il rischio che il nosocomio di Sulmona diventi sempre meno attrattivo e funzionale. In un contesto già segnato da difficoltà strutturali, la chiusura dell’ambulatorio di psicologia rappresenta un ulteriore duro colpo per il diritto alla salute della comunità peligna.


