QUATTRO NASCITE A OPI: LA RESTANZA CHE FA RINASCERE LE MONTAGNE
In un piccolo borgo montano, dove il silenzio era diventato quasi assordante, quattro nuove vite hanno portato speranza e gioia. Opi, nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, torna a sorridere grazie alla nascita di Giulio Cristini, Anita Boccia, Antonio Pompeo Leone e Francesca Cimini. Una rinascita demografica che non si vedeva dal 2014, in un territorio dove la “restanza” – il coraggio di rimanere – diventa una scelta di vita.
Dopo anni in cui si sono registrati zero nuovi nati, il 2024 segna un importante cambiamento. Quattro bambini hanno arricchito la comunità, portando una ventata di ottimismo in un contesto che continua a subire tagli ai finanziamenti da parte del governo centrale. La sfida ora è garantire servizi essenziali per le famiglie che scelgono di restare e contribuire alla vitalità del territorio.
Questa piccola rivoluzione demografica si accompagna a un riconoscimento internazionale: il film che racconta la difficile sopravvivenza delle piccole scuole di montagna viene proiettato a Parigi, nella sede dell’Unesco. Anche se le lezioni a Opi non si svolgono più, il Comune continua a sostenere i giovani residenti offrendo servizi come lo scuolabus gratuito, un asilo estivo nel bosco, laboratori e attività durante l’anno. La comunità, composta da 378 abitanti, di cui 30 con età compresa tra zero e tredici anni, vive all’insegna della solidarietà e del senso di appartenenza.
Opi non è solo un luogo di residenza, ma anche una meta turistica di rilievo. Con una ricca offerta ricettiva, il borgo accoglie circa 700 turisti tra b&b, camping, alberghi e ristoranti. Tra questi c’è “La Madonnina”, gestito da Piera Cimini, mamma di Francesca. Tornata 30 anni fa nel paese d’origine dei genitori, Piera ha riscoperto il valore del senso di comunità. La nascita di Francesca è stata una festa condivisa, simbolo di un legame che supera le difficoltà logistiche.
Vivere a Opi significa accettare spostamenti verso cittadine vicine come Avezzano o Castel di Sangro per accedere a servizi essenziali. Tuttavia, la bellezza del luogo e la qualità della vita offerta compensano queste sfide, confermando che il coraggio di restare può davvero fare la differenza.



