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LA TIRANNIA DEI SENTIMENTI

di Massimo Di Paolo – Questa volta sembra che sia vero: il Sindaco di Sulmona, si è dimesso. La notizia ha coinvolto tutta la cittadinanza e reso il momento partecipato da tutti, anche da chi ha fatto opposizione o ha mantenuto posizioni critiche. Onori, saluti e vicinanza umana a Di Piero per l’atto di chiusura, per i significati personali che il momento assume;per l’ennesimo trauma che la Città subisce. Le circostanze hanno portato allo scioglimento del Consiglio comunale. La vita d’altronde è un insieme di circostanze a cui occorre reagire: da questo il Sindaco ha iniziato con atto coraggioso, giusto e opportuno a spiegare, in conferenza stampa aperta a tutti, le ragioni, la sintesi politica e amministrativa, i motivi della scelta. Con eloquio semplice, diretto, bello si direbbe: soprattutto parlatoai cittadini tutti.

Doveva essere così.

Tutto invece si è trasformato e va trasformandosi in un ossimoro, una contraddizione: una sfiducia seguita, dopo poco, da una possibile nuova candidatura.  È un po’ come il carro funebre di Beppe Grillo accompagnato dall’Inno alla Gioia di Beethoven. Non si sa cosa pensare: tra sentimenti malinconici, sgomento e per alcuni, rituali scaramantici. Ma può esserci, potrebbe accadere un rinnovata disponibilità giurata soprattutto a sé stesso. Di fatto tutta la storia dell’ultima amministrazione è stata una cosa personale. Per tutti, maggioranza e opposizione -chi più, chi meno – si è trattato di questioni personali. In balia di principi, rancori, rivalse, scelte: dimensioni personali che hanno dettato la strada per la consunzione. Due assenze ingiustificabili per Sulmona: la sostanza che è mancata, e la collettività con cui dialogare.

Il Generale Charles De Gaulle usava dire: “Je suis les circonstances” ma il contesto era diverso, come pure la non troppo facile personalità. Tutto si stava consumato da tempo, senza politica e con un’Amministrazione debole: l’accadimento non è stato improvviso. Fortuna ha voluto che il Consigliere Gianluca Petrella non si è affrettato, altrimenti non potevamo godere neppure della riapertura dell’amato Liceo Ovidio. Ancora oggi si discute, si cerca il capro espiatorio. Le cause: certo che se i Consiglieri che hanno abbandonato la maggioranza, tra i più votati, restavano supinamente al loro posto sarebbe stato meglio ma non è stato cosi. La Democrazia Cristiana ci aveva insegnato il compromesso mentre il PD, ha preferito perdere la Città. Questioni personali dicevamo. È vero, ma per tutti. Non si è trattato solo di fuoco amico e di nemici politici. Numerosi gli errori e molte meringhelasciate dalla Befana, sono state di carbone verniciato. Ce ne sono state molte di lettere scarlatte e sepolcri imbiancati, era inevitabile, ma la cosa che ha creato sorpresa negli osservatori è che un Sindaco, con il 70% di preferenze, sognava il paradiso senza accorgersi che fin da subito, con agio, ha occupato un posto di prima fila, nell’inferno politico sulmonese. Per questo forse tutto il percorso politico e amministrativo è stato ben distante da quella operosità attesa, utile e necessaria. Si è viaggiato guardando lo specchietto retrovisore osservando gli eventi e i fatti che scorrevano. Drammatiche le battute di chiusura del Consiglio comunale ultimo. Non c’è stata nuova storia per Sulmona e il tempo farà dimenticare in fretta. Le amazzoni, ci insegnano che i destrieri vanno condotti con perizia. Dolcezza con sensibilità, forza e impeto quando occorre. Quelli ribelli sono quelli che danno più soddisfazioni, come le organizzazioni complesse da governare. Se non ci si riesce si viene disarcionati. Cadendo però, si crea una grande opportunità: si torna a fare i conti con sé stessi, con una via da intraprendere legata a qualche altra cosa, che praticandola, ci fa sentire migliori.

3 commenti riguardo “LA TIRANNIA DEI SENTIMENTI

  • Di quanto ha scritto, qualcosa è vero e altro no.
    Non è vero che il Sindaco si sia dimesso, bensì è stato “esautorato” dai consiglieri di minoranza.
    È vero che l’ex Sindaco abbia lasciato intendere che potrebbe ricandidarsi, perché lui può, altri non possono e già si sono chiaramente espressi al riguardo e di costoro, si ricorda una mesta uscita celebrata 3 anni orsono.
    Strano che non lo abbia intuito e capito da sibito… Sono pur passate quasi due settimane per rifletterci su accuratamente.
    Uno attento come lei, come può fare questi errori pacchiani?
    Forse sarà anche una possibile candidatura di convenienza politica e anzi lo è, ma l’ex può permetterselo, altri ex devono farlo per interposta persona, e qui la “sostanza e il dialogo” sono vecchi ricordi per altri, ma non per l’ex Sindaco.
    Il principio della fine?
    C’è già chi si è da tempo incamminato in questa direzione e per propri demeriti acquisti in campo.
    Come finirà?
    Chi vivrà vedrà!
    Bello e commovente l’ultimo trafiletto autobiografico.

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    Risposta
    • Claudio LattanzioAutore articolo

      Caro Temp, apprezziamo la sua assidua presenza sulla nostra testata, ma il più delle volte i suoi commenti sono offensivi e fuori luogo e vanno a colpire in maniera vile i nostri giornalisti. Da oggi, se vorrà continuare a postare le sue considerazioni su quello che viene pubblicato sul nostro giornale, potrà farlo solo se si firmerà con nome e cognome. Il direttore Claudio Lattanzio

      Risposta
  • Sig. Temo mi permetto di farle notare che la prima parte e’ virgolettata.
    Saluti

    Risposta

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