LETTERA APERTA: UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE PER LA CITTA’
Da due giovani Michele Colangelo e Riccardo Verrocchi viene lanciato un appello alla costruzione di una nuova classe dirigente cittadina, attraverso un deciso ricambio generazionale, che favorisca una svolta nella politica e nell’amministrazione della cittĆ , vittima di una crisi che si prolunga nel tempo, come attesta il ricorso ripetuto, in venticinque anni, al commissariamento di palazzo San Francesco, con ben quattro sindaci impossibilitati a portare a termine il mandato conferito loro dagli elettori.
LETTERA APERTA
La caduta anticipata e inaspettata dell’amministrazione Di Piero, la quarta in 25 anni e certo non un vanto per la nostra cittĆ , segna un record tutto sulmonese e sicuramente molto negativo.
Le cittadine e i cittadini stentano a comprendere le effettive ragioni che hanno portato di nuovo a questo epilogo, cosƬ come fanno fatica a capire il perchĆ© questa poco edificanteĀ routineĀ debba ripetersi a cadenza quasi costante; un comportamento che denota, oltre a una mancanza di lungimiranza di chi siede in Consiglio Comunale, anche lāassenza del benchĆ© minimo interesse collettivo. Non vorremmo che questo comportamento sia diventato ormai una prassi tipica della nostra cittĆ , unĀ modusĀ operandiĀ che sta minando irrimediabilmente la fiducia dei sulmonesi nelle istituzioni cittadine e nello strumento democratico del voto.
Ć per questo che ci preme sottolineare come, nelle osservazioni che si succedono in questi giorni, nessuno sta cercando di analizzare quanto successo nel corso degli anni in relazione al sentire delle persone e allo stato d’animo della comunitĆ . Sulmona ĆØ una cittĆ sfinita dai personalismi politici, dai trasformismi in Consiglio Comunale e fuori, dagli interessi di gruppi familiari più o meno larghi, dagli opportunismi del momento, da liste di candidati alle elezioni amministrative che non si sono mai impegnati per la collettivitĆ anche in forma volontaria, dallāindifferenza per la gestione della cosa pubblica senza tenere conto del punto di vista di chi la vive realmente.
Tutto ciò ha generato negli anni un disinteresse profondo per la politica e un allontanamento dall’impegno di tante e tanti.
Nella prossima campagna elettorale ascolteremo promesse roboanti irrealizzabili, programmi da fare invidia anche alle cittĆ metropolitane, idee copiate altrove che mal si adattano alla nostra realtĆ . Le persone sono stanche di tutto ciò, come sono stanche di consegnare di nuovo la cittĆ a gruppi o coalizioni che si propongono di tornare al potere offrendo proposte sul mero piano clientelare e non in base allāidea di cittĆ che si propone. Affidare loro il destino di Sulmona rappresenterebbe un azzardo fatale; e la cittĆ non può permettersi un salto nel buio. Ć necessario andare oltre anche la semplice diatriba politica tipica delle campagne elettorali: bisogna fare di più.
Oggi Sulmona ha bisogno di ripartire dalla ricostruzione di una comunitĆ responsabile fatta di cittadini attivi che devono riscoprire il piacere di essere i protagonisti della cittĆ , che vedono nella politica locale uno strumento per vivere meglio e le persone in Giunta o in Consiglio Comunale come interlocutori per un cambiamento a beneficio di tutte e tutti e non rappresentanti di se stessi o di interessi altri.
Se a Sulmona non si gettano le basi per la ricostruzione di un senso di appartenenza alla comunitĆ non avremo la forza per tornare a essere una cittĆ forte per risolvere le tante vertenze aperte, una cittĆ determinata traino di un intero territorio per le politiche orientate al bene comune ed esempio di cittĆ sostenibile che guarda al futuro.
Per fare questo cāĆØ bisogno di rigenerare la politica attraverso la proposta di una classe dirigente nuova che sappia interpretare al meglio i bisogni della comunitĆ , amministrare la cittĆ anche con metodi e progetti innovativi, riesca a fare tornare partecipe e protagonista la cittadinanza, che pensi esclusivamente al benessere collettivo e alla valorizzazione delle potenzialitĆ del territorio. Ć necessaria una classe politica che sia lungimirante, preparata, competente e concreta; che sia aperta allāascolto delle istanze della popolazione e delle realtĆ che si adoperano in cittĆ ; che nel proprio operare ragioni in termini di utilitĆ collettiva delle decisioni e non di interesse particolare per pochi, e che svolga il proprio mandato in maniera appassionata e disinteressata.
Ć necessario un ricambio generazionale notevole, che si serva delle migliori menti e personalitĆ in circolazione nel territorio per tornare a ridefinire le prioritĆ per Sulmona e per la Valle Peligna. Sono tante le persone che si sono allontanate dall’impegno politico quotidiano perchĆ© non hanno mai trovato lo spazio adeguato o perchĆ© portatrici di idee inascoltate: sarebbe interessante avviare percorsi di consultazione periodica e coinvolgimento della cittadinanza su singoli problemi specifici.
Il ricambio della classe politica, che equivale anche a un ricambio generazionale della stessa, non significa rottamazione della stessa, anzi. Ć un processo che vede coinvolti tutti coloro che vorrebbero ritagliarsi uno spazio per avanzare proposte innovative e nuove per la cittĆ , anche da persone giovani tanto anagraficamente quanto di impegno attivo, ma non necessariamente.
In città , questa rigenerazione non è mai stata praticata negli ultimi 25 anni e questo potrebbe essere un motivo per cui oggi assistiamo a un inaridimento generale. Sarebbe ora che questo processo iniziasse al più presto per riuscire a cogliere le innovazioni che negli ultimi anni sono state sperimentate altrove con un approccio più pragmatico e coerente con il ruolo che Sulmona deve tornare a rivestire.
Le prossime elezioni amministrative rappresentano forse l’ultima spiaggia per invertire la rotta e affrontare con fiducia e spirito innovativo le transizioni che ci attendono.
Facciamo appello alle tante persone con idee e proposte per la cittĆ che, forti del proprio spirito critico e delle esperienze che autonomamente hanno vissuto (anche altrove), possono mettersi a disposizione di questo cambiamento che intendiamo avviare e di cui se ne avverte ormai l’urgenza.
Il contribuito deve provenire anche dalla parte più giovane della popolazione, da chi a vario titolo è legato a Sulmona e alla Valle Peligna, da chi è andato via per studio o lavoro o ha deciso di ritornare in pianta stabile, investendo nel territorio o scegliendo di far crescere qui i propri figli, ma anche da chi ha costruito le proprie fortune altrove, ma a questo territorio è indissolubilmente legato.
Una proposta politica seria, verso la cittĆ , può e deve avvenire anche attraverso lāapporto di idee e delle migliori esperienze di governo che giĆ altrove hanno restituito i propri frutti.
Tornare a parlare tra noi cittadini interessati a ridare dignità alla politica e a fare scelte nette per il rilancio della nostra città è più che mai doveroso e opportuno.
Noi siamo disponibili a confrontarci e metterci in gioco, anche come catalizzatori di idee e aggregatori di quelle nuove forze che vogliono impegnarsi per il bene comune o coloro che vogliono tornare a farlo perchĆ© sentono lāurgenza di agire. In questi giorni tante persone ci stanno chiedendo di tornare a essere attivi, offrendoci anche il loro tempo, le loro idee e le loro professionalitĆ per costruire una alternativa valida e sincera in cittĆ .
Noi vogliamo esserci e vogliamo far parte di un movimento che sia disponibile a invertire la rotta e investire energie per evitare il peggio!
Costruiamo insieme proposte valide, e soprattutto concrete e realizzabili, per Sulmona e per i sulmonesi!




Ammirabile lettera, ma purtroppo l’ultima spiaggia ĆØ giĆ passata.
Bisognerebbe solo affidarsi a uomini e donne di affar responsabilizzarli apertamente, a breve termine per poi passare il bastone ai famosi tecnici.
Semplice ma impaurisce i soliti noiosi ed inutili amministratori e politici.
Se non si dĆ responsabilitĆ diretta e aperta non si potrĆ mai fare un bel niente.
Non mi sembra ci sia scampo.
D’accordo sul rinnovamento della classe politica e non solo per Sulmona ma, se il rinnovamento passa avendo come parametro il solo dato anagrafico, allora non cambierĆ nulla. Di politici ne abbiamo di ogni etĆ , alcuni anche giovani che finora non hanno concluso nulla di buono per i cittadini, anzi, la situazione ĆØ peggiorata negli ultimi anni. Il rinnovamento potrĆ avvenire solo se le persone che hanno a cuore il problema usciranno dai loro rifugi e, invece di muovere critiche seppur giuste, metteranno le loro competenze al servizio del territorio. Ma soprattutto bisogna avere il coraggio di metterci la faccia, come giustamente state facendo voi.