UN LIBRO SUL CIMITERO DI POPOLI TERME, SABATO LA PRESENTAZIONE
Un saggio sulla storia sociale e amministrativa del cimitero monumentale di Popoli Terme. Sabato pomeriggio ore 16.30, presso la sala polivalente “Gran Guizza” in via Bruno Buozzi, ci sarĆ la la presentazione del libro dell’ex dirigente comunale popolese Ā Bonifacio Della Rocca, “Deorum Manium Iura Sancta Sunto – Storia del cimitero monumentale di Popoli Terme”. Una ricerca che ricostruisce gli avvenimenti che portarono alla realizzazione del cimitero comunale della cittadina delle acque partendo dalle vicende amminastrative e dall’analisi normativa, in particolare quella borbonica, per arrivare alla sua concreta realizzazione. Nel testo sono riportati circa 300 epitaffi, foto di cappelle gentilizie e di monumenti presenti nel cimitero “monumentale” di Popoli e uno studio sulla simbologia cimiteriale con tutte le sue interpretazioni.

Sabato pomeriggio sono previsti i saluti istituzionali del sindaco, Moriondo Santoro e dell’assessore alle politiche cimiteriali, Mario Lattanzio. CoordinerĆ i lavori l’archivista comunale, dott.ssa Advije Bedzeti e interverranno l’editore, Riccardo Condò e, naturalmente, l’autore Della Rocca. L’autore riesce nel difficile compito di passare dalla memoria alla storia, in un percorso che abbraccia gli ultimi tre secoli e che fonde le vicende politico-amministrative con quelle umane dell’intera comunitĆ . “E’ essenzialmente una ricerca archivistica tra le deliberazioni del Decurionato popolese”, afferma Bonifacio Della Rocca, “il giornale d’Intendenza della provincia dell’Aquila, Abruzzo ulteriore II, e della raccolta delle leggi del Regno di Napoli. Ricerca importante”, conclude Della Rocca, “perchĆØ il cimitero, laicizzazione del camposanto, ĆØ una biblioteca a cielo aperto che ricorda a tutti la vita vissuta da intere generazioni di popolesi con i loro mestieri, le loro speranze, venute meno con la scomparsa di tante giovani vite e molti sono gli ammonimenti dettati dalla tragicitĆ degli eventi bellici con le grida disperate di moltissimi giovani militari”.


