LA VALLE PELIGNA SOTTO SCACCO DI AMBIENTALISTI E ANIMALISTI…
di Luigi liberatore – Con tutto il rispetto per i loro rappresentanti, io non mi piego. Non per questione mia personale, ma in difesa di coloro che non hanno voce, che la pensano come me e che non hanno, tuttavia, sigle cui aggrapparsi se non al buon senso. La Regione Abruzzo ha deliberato che circa 500 cervi possono essere abbattuti con modalità individuate e in ambiti territoriali circoscritti al fine di ridurre i danni che gli animali stessi, il cui ciclo riproduttivo é esponenziale e fuori controllo, arrecano all’agricoltura e alla zootecnia collegata. Gli animalisti, i cui megafoni sono sempre pronti, fanno capire che il provvedimento ha il significato e la portata simile all’editto del faraone egizio che diede ordine di controllare la nascita degli ebrei mediante l’uccisione dei figli maschi appena nati. Alla stessa maniera, i comitati ambientalisti fanno sapere che con l’avvio dei lavori in Valle Peligna della centrale turbogas in contrada “Case Pente”, da parte della Snam, si viene a mettere in pericolo un presunto insediamento preistorico, al momento sostenuto soltanto da una serie di buchi che si vogliono far passare per capanne di un villaggio risalente a circa 3500 anni fa. La tecnica di dissuasione é la medesima messa in atto da quelli che io definisco pantofolai o sfaccendati, peraltro lontani dalla vera cultura dell’ambientalismo o dell’ecologismo, che si sentono legittimati ad una difesa impropria di ambienti e animali solo per unanime contrasto e avversione all’ordine costituito. O per abbracciare un sentimento confuso e nostalgico di arretramento irrazionale. La realizzazione della centrale di spinta in valle peligna e di altro annesso, trova conforto da una logica nazionale di superamento delle criticità di approvvigionamenti energetici in caso di guerre, come l’abbattimento selettivo dei cervi trae necessità dal difendere contadini, agricoltori e allevatori. Non é una guerra santa. Plutarco, il filosofo Plutarco, fu uno dei primi a porsi il problema ecologico, ma la linea dei nostri ambientalisti e animalisti non é la sua linea, né quella di Jacques Yves Cousteau, di Rachel Carson o di Ernst Haeckel. Ho il sospetto che quelli che alzano drappi sgualciti e si nascondono dietro slogan riadattati non sannno nemmeno chi fossero..




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NO SNAM e NO ALLA CACCIA