COSTRUZIONE ABUSIVA IN VIA TRATTURO: I COMITATI CHIEDONO CHIAREZZA AL SINDACO

I Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona hanno sollevato una serie di interrogativi nei confronti del sindaco Gianfranco Di Piero riguardo alla controversa vicenda della costruzione in via Tratturo, trasformata da una baracca abusiva in una villa privata di dimensioni considerevoli, nonostante l’area fosse destinata a parco urbano e territoriale.

La situazione ha suscitato malcontento tra i residenti, che si chiedono come sia stato possibile rilasciare il permesso di costruire basandosi su un nulla osta della Regione Abruzzo, successivamente annullato dal ministero per i beni culturali ed ambientali. La struttura, inizialmente descritta come un ricovero per materiali edili, è stata trasformata improvvisamente in un ufficio senza i necessari allacciamenti per corrente elettrica, acqua potabile, servizi igienici, e persino un numero civico.

I Comitati cittadini evidenziano la mancata conformità alle norme edilizie, inclusi i vincoli paesaggistici previsti dalla legge nazionale, nonché la vicinanza inappropriata alla chiesa di Santa Maria di Roncisvalle, monumento vincolato dallo Stato, e al fiume Gizio, classificato come acqua pubblica, situato a soli dieci metri dalla costruzione.

Inoltre, viene sollevato il dubbio su come sia stato permesso l’eliminare un canale adduttore essenziale per un antico mulino nelle vicinanze, allo scopo di realizzare una villa che beneficia addirittura degli incentivi del Superbonus del 110%.

I cittadini, attraverso i loro rappresentanti nei comitati ambientalisti, chiedono al sindaco Di Piero di fornire risposte dettagliate e trasparenti su questa vicenda. “Il sindaco è il garante della legalità e della corretta amministrazione della cosa pubblica, e come tale ha il dovere di chiarire ogni aspetto di questa controversa situazione”, affermano i comitati.

La richiesta di chiarezza si rivolge direttamente al sindaco come figura di primo piano nell’amministrazione comunale, sottolineando la necessità di rispettare i principi fondamentali di legalità e tutela ambientale nel contesto di uno Stato di diritto.

 

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