ANCORA TELEFONI CELLULARI IN CARCERE: NUOVI RITROVAMENTI NELLE DOCCE

Non si arresta il fenomeno del contrabbando di telefoni cellulari nel carcere di Sulmona. Nella giornata di ieri, durante i consueti controlli intensificati dalla polizia penitenziaria, sono stati rinvenuti altri due dispositivi mobili nelle docce comuni della struttura. La scoperta, avvenuta durante una delle operazioni di routine, ha portato al sequestro immediato degli smartphone, su disposizione della Procura della Repubblica di Sulmona, prontamente informata dell’accaduto.

Il ritrovamento di telefoni cellulari, che compromette la sicurezza di quello che dovrebbe essere un carcere di massima sicurezza, è ormai un evento quasi settimanale. Solo lo scorso giovedì, infatti, un altro dispositivo era stato scoperto all’interno di una cella. Dall’inizio dell’anno a oggi, sono circa 40 i telefoni rinvenuti e sequestrati all’interno del penitenziario, con modalità sempre più ingegnose e variegate. Di questi, sei dispositivi erano nascosti insieme a sostanze stupefacenti all’interno di un sacco, mentre altri quattro sono stati ritrovati nei cestini della spazzatura.

Il fenomeno si sta espandendo a macchia d’olio, tanto che le autorità stanno valutando soluzioni drastiche come la schermatura della struttura per impedire le comunicazioni non autorizzate. Nelle scorse settimane, l’emergenza ha raggiunto un nuovo picco quando, il 24 aprile, i carabinieri hanno fermato e denunciato due uomini di origine napoletana, sorpresi a utilizzare un drone per consegnare telefoni cellulari ai detenuti.

L’incremento delle misure di sicurezza e i controlli più severi non sembrano sufficienti a contrastare un fenomeno che continua a sfuggire al controllo. La comunità penitenziaria e le forze dell’ordine sono ora chiamate a trovare soluzioni innovative e più efficaci per arginare lo “spaccio” tecnologico che mina la sicurezza del carcere di Sulmona.

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