CORFINIO, LE FORTI POTENZIALITA’ ARCHEOLOGICHE: INCONTRO RICCO DI SCOPERTE E RIFLESSIONI

Nella sala conferenze del museo civico archeologico “Antonio De Nino” di Corfinio, si è svolto un importante incontro dal titolo “Ricerche archeologiche a Corfinio”, organizzato in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia (GEA) 2024. Questo evento ha rappresentato un’occasione per mettere in luce alcuni dei risultati più significativi delle recenti ricerche archeologiche nel centro peligno.

L’incontro, organizzato dal Comune di Corfinio in collaborazione con l’Università del Salento e la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di L’Aquila e Teramo, ha visto la partecipazione di illustri studiosi provenienti dal mondo universitario e istituzionale. Tra questi, Elena Cagiano de Azevedo, funzionario della Direzione Generale Musei del MIC e coordinatrice nazionale delle Giornate Europee dell’Archeologia, ha ricordato come il Ministero della Cultura promuova dal 2019 queste giornate con cadenza annuale per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della conoscenza, salvaguardia e fruizione del patrimonio archeologico.

L’incontro ha evidenziato un crescente interesse per questi temi anche in Abruzzo, come dimostrato dalla numerosa partecipazione e dagli interventi dei vari relatori. Gianluca Tagliamonte, docente dell’Università del Salento e direttore scientifico del Museo Civico Archeologico “Antonio De Nino”, ha presentato una inedita iscrizione funeraria in lingua peligna proveniente dall’agro di Bagnaturo, che menziona un esponente della locale famiglia dei Decrii. Giuseppe Ceraudo, anch’egli docente dell’Università del Salento, ha illustrato le grandi potenzialità della ricerca archeologica sull’antica Corfinio.

Maria Carla Somma, Sonia Antonelli e Vasco La Salvia, docenti dell’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, hanno approfondito lo sviluppo insediativo dell’antico centro nel periodo compreso tra la costituzione del municipio romano e l’erezione del complesso valvense, con un particolare focus sulla figura di San Pelino, il cui culto è limitato a Brindisi e Corfinio. Massimo Valenti, docente dell’Università degli Studi della Tuscia, ha analizzato le caratteristiche della città romana, soffermandosi sul teatro e confrontandolo con analoghi edifici dell’antico Abruzzo, come quelli di Amiternum, Iuvanum, Peltuinum e Teate.

L’incontro si è concluso con l’intervento di Chiara Casolino, docente dell’Università “G. D’Annunzio”, che ha discusso la presenza longobarda a Corfinio, mostrando peculiari indicatori di produzione della ceramica decorata a stampo rinvenuti presso la cattedrale di San Pelino.

Numerosi gli spunti di riflessione emersi durante l’evento, che come sottolineato dal sindaco di Corfinio Romeo Contestabile e dal vice sindaco Francesco Di Nisio, saranno oggetto di futuri approfondimenti. Le ricerche archeologiche a Corfinio non solo contribuiscono alla conoscenza del passato, ma rappresentano anche una risorsa fondamentale per il futuro del territorio, richiamando l’attenzione su un patrimonio culturale di inestimabile valore.

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