DETENUTO SORPRESO ANCORA CON UN CELLULARE: SFIDA CONTINUA PER LA SICUREZZA PENITENZIARIA

Nel carcere di massima sicurezza di Sulmona, un detenuto è stato nuovamente sorpreso con un telefono cellulare tra le mani, scatenando preoccupazioni riguardo alla sicurezza all’interno della struttura. Questo episodio ha seguito una massiccia perquisizione recente, condotta dalla polizia penitenziaria su disposizione del comandante Miriam Di Desidero, che ha portato al ritrovamento di un altro dispositivo illecito.

Le perquisizioni, diventate una prassi quasi mensile, sono finalizzate a contrastare la diffusione di dispositivi non autorizzati all’interno del carcere, un fenomeno crescente e problematico. Dal solo inizio dell’anno sono stati sequestrati circa quaranta telefoni, alcuni dei quali scoperti in contesti preoccupanti come sacchi di rifiuti o uniti a sostanze stupefacenti come l’hashish.

Quest’ultimo evento segue un precedente arresto avvenuto il 24 aprile, quando due individui provenienti da Napoli sono stati fermati mentre tentavano di far entrare telefoni nel carcere mediante l’uso di droni, un’azione che ha portato a denunce formali da parte dei carabinieri locali.

Il comandante Di Desidero ha espresso la necessità di rafforzare ulteriormente i controlli per garantire la sicurezza e l’integrità della struttura, sottolineando la costante sfida rappresentata dalla tecnologia che riesce a penetrare le mura della prigione. Le autorità sono determinate a combattere questo fenomeno con tutte le risorse disponibili, conscie dell’importanza di mantenere rigorosi standard di sicurezza nel carcere di Sulmona.

La scoperta di telefoni cellulari all’interno delle celle continua a sollevare interrogativi sulla capacità del sistema penitenziario di affrontare le moderne sfide tecnologiche, mentre le autorità intensificano gli sforzi per proteggere la comunità e garantire il pieno rispetto della legge all’interno e all’esterno delle mura carcerarie.

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