TRENO STORICO: LA FONDAZIONE FS ORDINA L’ABBATTIMENTO DI UN CENTINAIO DI PIANTE CHE COSTEGGIANO LA FERROVIA

Che negli ultimi anni abbia avuto un ruolo prioritario nel rilancio del comparto del turismo a Sulmona e nel Centro Abruzzo è innegabile e certo. Ma che ora i dirigenti della Fondazione FS possano sentirsi autorizzati a distruggere piante e fiumi in nome di una normativa che glielo consentirebbe  è davvero fuori da ogni regola. Motoseghe in azione nelle campagne di Valle Larga e delle Cavate. Un centinaio di alberi di alto fusto tra cui noci, ciliegi e nocciole, sono stati abbattuti lungo la strada interpoderale che costeggia la ferrovia dei Parchi  tra Sulmona e Pettorano sul Gizio.

Alcuni degli alberi tagliati

Un vero e proprio scempio quello che è stato consumato  che non può essere giustificato da nessuna necessità o normativa.  Alberi di noci e non solo, tagliati di netto alla base alcuni dei quali erano stati piantati 40/50 anni fa e che rendevano la zona e la stradina uno dei luoghi più suggestivi delle campagne sulmonesi. Una palestra a cielo aperto frequentata da tantissime persone, piena di ombra e di verde trasformata in una sorta di paesaggio lunare senza piante e senza vegetazione. E tutto questo sotto il responsabile silenzio delle forze dell’ordine, degli ambientalisti e delle istituzioni. 

Anche se il sindaco di Pettorano sul Gizio ed ex presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, Antonio Carrara ha cercato in qualche modo di fermarli, evidentemente senza successo “perché”, dice, “in questa storia, i Comuni hanno le mani legate”. “È dallo scorso anno, da quando hanno aperto il cantiere per mettere in sicurezza la ferrovia, che stanno facendo quello che vogliono forti di una normativa assurda che li autorizza a poterlo fare”, spiega Carrara, “Tagliano alberi dappertutto e sono arrivati perfino ad entrare con l’escavatore nel Gizio, mettendo a rischio l’ecosistema del fiume. Per fortuna ci siamo accorti dello scempio che stavano perpetrando e siamo intervenuti immediatamente imponendogli di lavorare nel rispetto della natura. Ma da quello che sento e vedo – conclude – continuano a fare quello che gli pare”.

Un tratto della strada che costeggia la ferrovia ancora salvo dall’azione delle motoseghe

Dalla Fondazione si sarebbero giustificati affermando che le piante tagliate erano troppo vicine alla ferrovia e costituivano un potenziale pericolo per i passeggeri del treno storico. Non è così perché le oltre cento piante abbattute stavano principalmente dalla parte della strada che guarda verso le campagne e non dal lato della ferrovia. Uno scempio che poteva essere evitato solo se i responsabili del progetto, avessero dimostrato più sensibilità nei confronti della natura. Sarebbe bastato potare i rami potenzialmente pericolosi e tutto si sarebbe risolto. Ma così non è stato.

 

4 thoughts on “TRENO STORICO: LA FONDAZIONE FS ORDINA L’ABBATTIMENTO DI UN CENTINAIO DI PIANTE CHE COSTEGGIANO LA FERROVIA

  • bene,transiberiana d’italia? Piu’ un treno vecchio super inquinante,al momento e’ una buonissima “attrazione”,ovvio l’aspetto commerciale, un “mezzo” per attirare visitatori/escursionisti (non turisti),che portano denari soprattutto ai gestori della “pensata” ,poco ,quasi nulla per migliorare l’economia,la bellezza di tutta la” destinazione”,oltretutto l’italia/europa e’ piena di treni turistici,tantissimi indietro nel tempo,a vapore,di lusso,con servizi incredibili,quindi molto probabilmente prevale la regola :pochi,maledetti e subito,nessun riferimento al benessere del territorio,protezione dell’ambiente,tutela del patrimonio artistico,culturale e tradizionale dei luoghi di destinazione,altro che turismo sostenibile,o no?

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  • Per salvare le piante e gli arbusti che crescono ai lati dei binari, invadendoli, potete tranquillamente chiudere il tratto ferroviario… e finisce la storia del trenino storico.
    Le manutenzioni quando transitavano i treni passeggeri, ci sono sempre state ed erano di gran lunga più invasive.
    Non sono questi gli scempi ambientali, la vegetazione arborea causa spopolamento e abbandono del territorio, si sta riappropriando dei terreni ex coltivi e di tutte le radure pascolive.
    Il più grande e pericoloso scempio ambientale della Valle Peligna, lo ha realizzato la politica con la discarica di Noce Mattei.

    O forse volete la moglie ubriaca e la botte piena?

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  • Basta leggere il DPR 753/1980 e si vede che queste piante sono tutte fuori legge perchè, in caso di caduta, la loro altezza potrebbe essere un pericolo invadendo la sede ferroviaria. Purtroppo anche su tutte le altre linee il problema esiste e non sono rari i casi in cui i treni vadano ad impattare con rami o tronchi. Bisogna prendersela con chi ha permesso (proprietari ed enti locali) di far crescere le piante fino ad altezze pericolose.

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