DISCARICA COGESA, È ARRIVATA L’ORA DI CHIUDERE ALTRIMENTI LO FARÀ LA MAGISTRATURA

di Luigi Liberatore – Dovrei astenermi dal tornare sul problema del Cogesa, del grosso impianto che assorbe e ricicla i rifiuti di quasi una trentina di Comuni, tra i quali quelli della città dell’Aquila. Dovrei non trattare più questa vicenda per la quale sono finito, col giornale, querelato per aver detto che un consiglio di amministrazione di quel Consorzio, uno, abbia agito in anni di  gestione con incompetenza, con prepotenza e supponenza. Non sarà felice di questa  sortita il mio difensore, al quale dico che sono disposto fino al martirio avendo depositato nelle sue mani questo ribelle che reitera le sue censure a chi abbia portato (non da solo in verità) quel Consorzio di Comuni alle porte del fallimento, ancorché ci fossero risorse adeguate per svolgere il servizio di raccolta, ammassamento e trattamento dei rifiuti di quasi una trentina di paesi. Risorse finanziarie e umane decisamente capaci di far crescere anche finanziariamente il Cogesa ma dissipate con fare disinvolto, alla sudamericana, con incarichi, convenzioni e consulenze assegnate a gogo’. Il consorzio è finito coi suoi libri in tribunale, praticamente per dichiarare il fallimento. E allora? Non sto qui a disquisire sui frammenti giuridici che lo hanno portato a vivere di stenti fino a un punto che se ne chiede adesso l’azzeramento: cioè la chiusura delle discariche e del sistema del trattamento dei rifiuti, essendo stata sollevata la pericolosità per le popolazioni che abitano a ridosso dei siti. Studi epidemiologici, interventi di medici specialisti della materia (cito il dr. MAURIZIO PROIETTI anche consigliere comunale) hanno chiesto al sindaco di Sulmona, territorialmente e politicamente competente, di intervenire perché ci sono rilevanti ed esaustivi riscontri sanitari che imporrebbero  l’assunzione di provvedimenti drastici.

Carabinieri davanti al Cogesa

Ci sono, penso, più fascicoli nella Procura della Repubblica presso il tribunale di Sulmona sulla questione Cogesa che angustia gente malata, rassegnata e stufa, sottomessa e ormai arresa a un destino irrefutabile. C’è anche uno per me e per il mio direttore, che non fa notizia ma con la censura per una  sovrabbondanza di espressioni ritenute irriguardose o offensive nei confronti di un consiglio di amministrazione; poca cosa se messo di fronte a chi respira aria insalubre ed è investita in casa da miasmi prodotti da un sistema governato in anni da gente per nulla competente, ovvero scarsamente formata per quella specifica funzione. È recente un nuovo appello dei consiglieri comunali di Sulmona, chiamati “civici” a ragione (Santilli e Di Rocco), i quali hanno chiesto al sindaco, Gianfranco Di Piero, di chiudere la discarica di Noce Mattei che ammorba ambienti, persone e cose. È quella famigerata del Cogesa in cui confluisce un poco di tutto, che ha smosso l’Istituto superiore di Sanità e l’agenzia regionale per il territorio ad emettere relazioni per nulla rassicuranti. Ebbene, aspettiamo che ci siano iniziative adeguate rispetto alle denunce di pericolosità che giungono da ogni parte, sorvolando sulle voci inascoltate di chi vive a braccetto con le discariche, che apre e chiude le finestre a seconda dello spirare dei venti mefitici.  Riusciamo a comprendere le ragioni che hanno portato il sindaco di Sulmona ad affermare  che non chiuderà la discarica, nella speranza di trovare una soluzione portando al tavolo del confronto Regione, Arta e ASL. Immaginiamo le montagne di rifiuti che non troverebbero facilmente un sito pronto ad accoglierle e soprattutto la marea di ricorsi da parte delle amministrazioni nei riguardi di Cogesa in caso di chiusura. Tuttavia l’impianto e il sistema non offrono più garanzia, sono il risultato  di una occupazione politica che l’hanno oppresso e smunto negli anni, frutto finale di una mala gestione amministrativa che ha tradito, lucrando politicamente, su una valida idea partorita da ingenui “padri” costituenti. Io non credo al tavolo tecnico invocato dal sindaco di Sulmona, temo invece che giunga prima la magistratura ad emettere l’estremo provvedimento di chiusura a salvaguardia della salute pubblica. E questa iniziativa rappresenterebbe la sconfitta della politica, o la giusta punizione per aver “folleggiato” ponendo ai vertici di Cogesa gente che definire incapace è una sorta di premio finale.

3 thoughts on “DISCARICA COGESA, È ARRIVATA L’ORA DI CHIUDERE ALTRIMENTI LO FARÀ LA MAGISTRATURA

  • Più che l’ora di CHIUDERE ORA, SI DOVEVA IMPEDIRE ANNI INDIETRO che una discarica creata per i rifiuti del solo comprensorio fosse adibita allo scarico di rifiuti provenienti da fuori vallata, provincia e Regione con i problemi da subito riscontrati.
    Ma di questo non se fa parola.

    Risposta
    • Confermo e condivido le conclusioni. Bravi autore e direttore.

      Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *