UN SOSPIRO PER VEDERCI MEGLIO
di Massimo Di Paolo – Si dice che ai tempi della Serenissima i prigionieri, attraversando il ponte che univa Palazzo Ducale con le Prigioni Nuove, sospirassero sapendo di vedere per lāultima volta il mondo esterno. GiĆ alla fine del Settecento era in uso lāappellativo di āPonte dei Sospiriā. A Sulmona ormai ĆØ in uso sospirare alla convocazione dei nostri Consigli comunali. Se volessimo proprio difendere lāoriginalitĆ del campanile sulmonese, i sospiri più evidenti, condivisi e sentiti, sono diventati dāuso recentemente. Dāaltronde le consuetudini si strutturano con il tempo e a quanto sembra il tempo passa senza nulla cambiare a palazzo. 31 maggio ultimo scorso: Di Piero non si dimette tanto che unāamministrazione di sostegno pare intervenuta nei fatti. Forse questo ĆØ il vero motivo dei sospiri diffusi: pur di andare avanti.

Una premessa ĆØ dāobbligo: non sono, per cultura, radici o casata, uno snob e meno che mai un āradical chicā lo dico per non destare sospetti negli amici di Sbic, in alcune frange del PD e nei residuali di sinistra, per questo alcune osservazioni ritengo che possa farle con la certezza di non essere di parte. Che i Consigli comunali a Sulmona facciano discutere ĆØ cosa buona e naturale ma che si rilevino metodi, contenuti e partecipazioni di spessore resta discutibile. Gli interventi ascoltati e riscontrati sulle tematiche trattate ā il sito per la caserma dei VVFF e la costruzione di una villa in prossimitĆ della Chiesa di Roncisvalle ā sarebbero stati utili se avessero testimoniato le diverse sensibilitĆ autenticamente espresse. Non ĆØ andata cosi. Ad esclusione di rare apparizioni la discussione ĆØ stata scontata, toccando la banalizzazione con Fratelli dāItalia che sembrava avesse scelto il perbenismo per avviare il passaggio in maggioranza. Nessuno per superficialitĆ , per negligenza o per ignoranza si ĆØ sentito di mettere il dito nella piaga, nella fallacia del dibattito. Però molti osservatori hanno colto gli aspetti essenziali. Innanzitutto lāatto di sfiducia o di intimidazione dei consiglieri Di Benedetto e Febbo che hanno, di fatto, assunto onere e podestĆ per la scelta e la proposta circa il terreno per la cittadella della sicurezza. Scalzando, negando e omettendo ruoli e funzioni di competenza della Giunta comunale. Questa la radice della questione politica, la più inquietante e significativa che va oltre il merito ā indiscutibile – sullāutilitĆ della Caserma. Una prassi da āregimeā ben adatta ad una amministrazione che vede commissioni, confronti politici, convocazioni e lāintero strumentario formale fuori uso. Il tema forse ĆØ per addetti ai lavori ma ĆØ di sostanza e non marginale. Ć di sostanza perchĆ© esprime la punta dellāiceberg che testimonia una mancanza di metodo e di organizzazione politica che affonda lāamministrazione a ogni piĆØ sospinto.Ā Unāassenza di procedure, confronto e controllo che si riverbera ovunque, basti pensare ai parchimetri, ai distributori di acqua, allāabbandono della villa comunale, alla gestione dei bagni pubblici, alla gestione del Centro storico, al coordinamento della comunitĆ energetica, al ritiro della spazzatura; alla gestione del personale, allāefficienza amministrativa, alla rivisitazione degli incarichi, delle funzioni ecc.

La drammatizzazione avvenuta in Consiglio comunale il trentuno maggio, ĆØ stata la rappresentazione, violenta e subdola, del metodo utilizzato dalla attuale maggioranza di governo privo di indirizzi e scelte politiche chiare ed esplicite: premesse essenziali per colloquiare, secondo leggi e ambiti, con le dirigenze e con i settori amministrativi. La politica che si deresponsabilizza citando la Legge Bassanini e sussidiarie, priva la CittĆ da ogni forma di governo. Lāannacquamento del confronto duro, autentico e serio, con un sindaco che propone un livello di approfondimento pari al dito che nasconde la faccia, ĆØ la premessa per la perdita delle regole e lāabbattimento della coscienza democratica.Ā Arriviamo alla questione della āvillaā, in via del Tratturo. Il dibattito: tra il patetico e il formale. E qui sƬ che i sospiri sono stati evidenti e percepiti. Sgarbi, nel recente comizio tenuto sul malinconico palco di āPiazza Ventiā, ha ricordato un inciso molto interessante: āBenedetto Croce, che aveva un formidabile rapporto con lāAbruzzo, diceva che il vero politico onesto ĆØ il politico capaceā. Noi vorremmo aggiungere capace e coraggioso. Ć bastato leggere una ādichiarazioneā dirigenziale per lavarsi le mani da ogni polvere. Come dire: āla villa sāha da fareā! Un Consiglio comunale solido e garante avrebbe fatto altro. Le Commissioni coinvolte sono state alla camomilla, lāillustrazione delle diverse prospettive omesse, la possibilitĆ per il Comune di costituirsi neppure sfiorata, il clima omertoso privo di ogni riferimento di sintesi e di rimando; nessun documento redatto. Sappiamo tutti che la qualitĆ di una amministrazione – e di una politica attiva –Ā si misura dai fatti, dalle azioni, dalle realizzazioni, dai processi di cambiamento. Le parole non dicono chi siamo ma chi crediamo di essere. Vecchi amministratori e vecchi sindaci avrebbero arringato per ore facendo scorrere passione e sangue tra i banchi del Consiglio comunale di Sulmona pur di schiarire ombre e dare trasparenza.Ā In un elenco immaginario di eroi, sarebbe oggi difficile rintracciare amministratori sulmonesi recenti. Più che difficile imbarazzante, arriverebbe prima Don Abbondio ormai diventato, a confronto, un rivoluzionario.Ā



L’ennesima poesia su tutto e tutti.
Non sei ancora guarito e migliorato.
Candidati cosƬ ti potrai veramente sfogare.
Molto molto interessante. Analisi da leggere. Ma tutti la dovrebbero leggere !!
Lorenzo che palle che sei! Fai qualche considerazione utile!
Non si sarebbe potuto dire meglio.
Il nulla di una Amministrazione che si trascina terrorizzata dall’incidente che può nascondersi dietro l’angolo, privando questi mesti amministratori delle corpose prebende.
Attendo sulla stessa rubrica, la lettura di un articolo che tratti i “SOSPIRI PIU’ EVIDENTI, CONDIVISI E SENTITI” che la gente residente nei pressi del COGESA sta “emettendo da anni” a causa delle “emesse esalazioni e dall’effettuato trattamento dei rifiuti più volte segnalati dalle autoritĆ ”, dovuti ANCHE ad errate scelte politiche operate nel “recente e non dimenticato passato”.