SEX OFFENDER, FIRMATO A SULMONA PRIMO PROTOCOLLO PER CORSI DI RIEDUCAZIONE

E’ stato siglato al tribunale di Sulmona il primo Protocollo per la preparazione e l’organizzazione di corsi di rieducazione destinati agli imputati condannati per reati legati alla sfera familiare e sessuale, i cosiddetti sex-offender. L’iniziativa, una delle prime nel suo genere a livello nazionale, è stata promossa dalla cooperativa sociale ‘L’elefante’ e offre ai condannati la possibilità di ottenere il beneficio della sospensione condizionale della pena attraverso la partecipazione ai corsi di rieducazione.

I corsi, che richiedono l’iniziativa volontaria dei condannati nel contattare l’associazione, rappresentano un modo per dimostrare un’assunzione di responsabilità. Saranno a pagamento per i partecipanti e non tutti i condannati per violenze saranno ammessi, come specificato da Martina Marcone, rappresentante della cooperativa. La condizione primaria per ottenere la sospensione condizionale della pena è che l’imputato richieda di partecipare ai corsi, con l’effettiva sospensione che sarà poi valutata caso per caso.

Per coloro che si fanno avanti in assenza di un capo d’imputazione, indipendentemente dal sesso, il percorso sarà gratuito e può essere attivato autonomamente. I corsi hanno una durata di 18 mesi, durante i quali i partecipanti seguiranno un programma di formazione specifico.

Il Protocollo, risultato di un percorso iniziato mesi fa, è stato firmato dal procuratore capo della Repubblica del tribunale di Sulmona, Luciano D’Angelo. D’Angelo ha evidenziato l’importanza di un approccio diverso a questo tipo di reati, sottolineando che “non sono reati come gli altri, nella consapevolezza che sono reati che possono avere conseguenze impreviste”.

Alla firma del Protocollo hanno partecipato anche Luca Tirabassi, presidente dell’ordine degli avvocati di Sulmona, che ha commentato: “Nel nostro territorio l’incidenza di questi reati ha un impatto tale che ci ha portato ad essere i primi a stipulare un protocollo di questo tipo”. Presente anche un rappresentante della cooperativa sociale ‘L’elefante’.

I centri dell’associazione, attivi nelle aree di Lanciano, Chieti, Pescara e L’Aquila, operano in rete con altre realtà tra Abruzzo e Marche impegnate nel contrasto alla violenza di genere. Questo protocollo rappresenta un passo importante verso la rieducazione e il reinserimento sociale dei condannati per reati sessuali, offrendo loro una possibilità concreta di redenzione e consapevolezza. (d.v.)

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