PIANO DI ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA “CASE GREEN” COME IL PIANO “FANFANI” DEL 1949

di Alfonso Fabrizi – Dopo una prima reazione ostile e preoccupata alla pubblicazione della Direttiva UE Case Green, da buona parte dell’opinione pubblica, si fa strada una riflessione più pacata e ragionata.

A pochi giorni dalla Direttiva la Commissione Europea lancia una nuova iniziativa che riunisce gli Stati membri, le Istituzioni finanziarie e la stessa Commissione per “creare un quadro di finanziamento sostenibile, a lungo termine, per gli investimenti nell’efficienza energetica. La Commissione si impegna a fornire soluzioni concrete di finanziamenti su misura, sviluppare un piano di iniziative e investimenti ad hoc per ogni Paese.”

Il primo impegno lo devono mettere gli Stati approvando entro due anni il “Piano nazionale di attuazione.” dove saranno individuati gli interventi, il crono‐programma e le priorità per la “Decarbonizzazione” entro il 2050. Stop ai gas inquinanti.
Si parte dall’assunto che “non investire sulla Transizione Energetica costerebbe più che non farlo”. I danni del disimpegno si scaricherebbero sui più deboli e sulle generazioni future.

Una transizione non intrapresa o tardiva, peserebbe pesantemente sul sistema produttivo e finanziario. Si pensi all’industria della mobilità elettrica, dell’idrogeno, del nucleare pulito (se si riuscisse a renderlo disponibile e sicuro), al Fotovoltaico, all’eolico off‐schore, e a tante altre tecnologie innovative e già oggi disponibili e che non avrebbero sviluppi.

Di contro se gli obiettivi “Case Green” venissero recepiti con la consapevolezza ed anche l’entusiasmo che meritano, se si percepisse l’opportunità storica per l’Italia, ne trarremmo notevoli benefici. Ne risulterebbe aumentata la competitività del “Sistema Italia”, si ridurrebbe la povertà energetica e le disuguaglianze sociali”, migliorerebbe la qualità dell’aria e dell’ambiente. Un nuovo slancio competitivo creerebbe nuove opportunità per i giovani (che oggi emigrano) coinvolgerebbe le nuove generazioni anche nella vita politica del Paese.

Secondo studi recenti, attendibili per la serietà delle fonti scientifiche, in Italia le temperature aumenterebbero di 3°C entro il nel 2050, gli eventi climatici eccezionali sarebbero sempre più frequenti, il PIL crollerebbe del 30%. Troppo pessimismo? Già oggi nessuno può negare gli effetti del cambiamento climatico in atto. Se invece approfondiamo meglio gli obiettivi indicati, benché impegnativi, scopriremmo che richiederebbero uno sforzo minore di quanto si pensi.

Certamente minore di quello che i nostri politici nell’Italia disastrata del dopoguerra dovettero affrontare. Il 28 Febbraio 1949 il Parlamento italiano approvò il Progetto di L. n.43/1949. Piano case popolari, meglio conosciuto come “Case Fanfani”. Gli obiettivi: “Provvedimenti per incrementare l’occupazione operaia, agevolando la costruzione di case per lavoratori, con il quale si sarebbe dato avvio a un Piano per la realizzazione di alloggi economici”.

Il Progetto di Legge fu presentato dal giovane Ministro Amintore Fanfani (V° Governo De Gasperi) per: “affrontare il problema della disoccupazione, attraverso lo sviluppo del settore edilizio, ritenuto ambito capace di promuovere la rinascita economica dell’Italia del dopoguerra”.
Il Piano venne finanziato attraverso un sistema misto che vedeva la partecipazione dello stato, dei datori di lavoro e degli stessi lavoratori dipendenti con una trattenuta sui salari. E tra le pieghe del Bilancio statale anche con fondi del Piano Marshall, con disappunto degli americani.

Il Piano raggiunse tutti gli obiettivi e nonostante le profonde diversità politiche del dopoguerra fu affrontato con spirito unitario. Grazie ai circa 2 milioni di vani realizzati, oltre 350.000 famiglie italiane migliorarono la propria condizione abitativa.
Oggi il “Piano di attuazione della Direttiva Case Green” riguarda “l’efficientamento del patrimonio edilizio” italiano. Se verrà realizzato con altrettanto ottimismo, concretezza e spirito unitario potremo essere all’altezza dei nostri Padri Costituenti e delle future generazioni.

One thought on “PIANO DI ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA “CASE GREEN” COME IL PIANO “FANFANI” DEL 1949

  • si comparano le mele con le pere…quindi che si fa per gli immobili nei centri storici?

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