LA POLITICA È FATTA DI STRACCI MA A SULMONA VOLANO… I CENCI

di Luigi Liberatore – Ho scomodato Curzio Malaparte, ma la situazione è quanto mai adeguata ad una delle espressioni più belle di quel maledetto toscano che io ho rivisto e aggiustato per illustrare, a modo mio s’intende, vita, morte e resurrezione dell’amministrazione comunale di Sulmona. Vita breve, morte apparente e resurrezione illusoria. È ciò che penso di questi due anni e più della passeggiata politica introdotta dal sindaco, Gianfranco Di Piero, guidatore incerto, poco competente al limite di ingenuità infantile, tuttavia tanto testardo da apparire per nulla estraneo alla teoria egocentrica sennò non si spiegano i suoi dinieghi, i suoi rinneghi e le sue riparazioni senza aver memoria della vita politica passata di Sulmona. Aveva inizialmente alleati certi e affidabili per politica e morale; li ha scaricati, con lavori in corso, nel momento che lo hanno messo con le spalle al muro chiedendo coerenza e rispetto degli impegni. Ha cercato e trovato, in quel coacervo di gregari pronti ad occupare posti in prima fila, il supporto per continuare a governare Sulmona su un sottofondo esile e compromissorio da souk, per il bene della città. Così si va affermando, quando invece si parla in città di scambi di favori, di assunzioni di benevolenza, di voti per mantenere in piedi una amministrazione che dimentica i problemi della città, i giovani che lasciano il territorio per il deserto che loro si presenta, ma che propone completezza di organico nelle mense scolastiche e certezze che si farà la nuova sede dei Vigili del Fuoco. Tutto qui? L’importante è che sia passato il Bilancio e che per un anno ancora tutto resti come prima. La voce della consigliera Teresa Nannarone, che sinistra …non è,  si perde nel cielo stellato (limitato a cinque stelle) della città di Sulmona con quelle analoghe di Proietti, Di Rienzo e altri consiglieri eletti che col sindaco avevano  prefigurato una città diversa. Non è andata così. Ma che volete che vi dica. Il mondo, come scriveva Curzio Malaparte, è fatto di stracci. Sulmona, politicamente di cenci, e non sono solo quelli che finiscono nella discarica di Noce Mattei.

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