SCUOLE, D’ALFONSO REPLICA A SANTANGELO: MERITO FAMIGLIE E DELLA DIREZIONE REGIONALE

Nel fitto groviglio delle decisioni amministrative e delle polemiche politiche, spesso è difficile distinguere chi abbia realmente contribuito a risolvere un problema e chi stia solo cercando di accaparrarsi meriti che non gli spettano. È quanto emerge dalla recente vicenda delle pluriclassi nelle scuole di Caramanico Terme e Castelvecchio Subequo, un caso che ha visto coinvolti non solo i rappresentanti politici locali ma anche le istituzioni regionali.

A far luce su questa intricata situazione è il deputato Luciano D’Alfonso del Partito Democratico, che ha sollevato alcuni punti fondamentali. Innanzitutto, sottolinea che la soluzione al problema delle pluriclassi non è stata forgiata dai vertici della Regione, bensì è stata proposta e implementata dal direttore regionale scolastico del ministero, il cui ufficio era chiaramente titolare della competenza in materia. Questo dimostra quanto sia essenziale rispettare le competenze e agire in coerenza con le leggi e la Costituzione.

D’Alfonso riconosce l’importanza del coinvolgimento delle comunità locali, delle famiglie, degli studenti e dei sindaci montani nell’affrontare questa questione, così come l’azione dei vertici territoriali del Ministero dell’Istruzione. Tuttavia, denuncia il tentativo della giunta regionale di accaparrarsi meriti che non le competono, sottolineando che il ruolo da essa svolto è stato marginale e non determinante per la risoluzione della situazione.

Inoltre, il deputato del PD critica aspramente chi definisce “speculazione” il legittimo interesse delle opposizioni nell’ottenere una soluzione positiva per la questione delle pluriclassi. Afferma che tale interesse è legittimo e che le opposizioni hanno il dovere di agire nell’interesse dei cittadini, anche anticipando i problemi anziché reagire solo dopo le proteste.

Infine, D’Alfonso ammonisce sul fatto che agire solo in seguito alle proteste equivale a un’attività riparatoria, anziché preventiva. Invita dunque tutti i portatori di interesse legittimo a manifestare e a vigilare affinché situazioni simili non si ripetano, e sottolinea che la vera grammatica istituzionale impone di anticipare i problemi anziché seguirli passivamente.

In conclusione, la vicenda delle pluriclassi a Caramanico Terme e Castelvecchio Subequo mette in luce la necessità di rispettare le competenze istituzionali, di agire in coerenza con la legge e di ascoltare le istanze delle comunità locali. Le polemiche politiche e i tentativi di accaparrarsi meriti non dovrebbero avere spazio quando si tratta di garantire il diritto fondamentale all’istruzione dei cittadini. (D.V.)

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