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VINCITORI, VINTI E… TROMBATI

di Massimo Di PaoloLa premessa è d’obbligo: Giorgia Meloni dopo i risultati delle regionali in Abruzzo ha giustamente sentito il bisogno di dire: “Non mi piace vincere facile!”. Giustamente, si diceva, perché il centrosinistra – così lo chiamiamo per comodità – non è certamente stato in grado di rompere la luna di miele del governo Meloni con il voto del 10 marzo. E neppure la fatidica onda lunga della Sardegna sembra abbia bagnato le coste abruzzesi. La verità è che per i “compagni” servirebbe un leader. Per vincere occorre un leader la storia lo dimostra: Enrico, Bettino, Romano. E perfino il 40 e il 30 per cento del PD di Renzi e della Lega di Salvini erano prodotti da una leadership forte e in quel periodo, divergente. Dopodiché veniamo alla nostra Valle Peligna che certamente ha risentito della premessa di cui sopra. Polverizzazioni di candidature, donne di potere scese in campo il potere non ha genere – e, citando Enrico Bellavia, “essere donna se si aspira ad una posizione di potere non fornisce nessun salvacondotto”. Il palcoscenico è stato variegato: signori delle preferenze, travasi dal M5s, ex leghisti, reduci, bene intenzionati, il 47,81% di disillusi. La nota più allergica resta una: in Valle Peligna è apparsa evidente la forza della ricchezza nascosta, del potere tramandato,di quelle logge locali che hanno ormai reso il nostro territorio materiale da profondo Sud altro che il romanticismo di Croce, di Silone o l’amore ovidiano.

IL centrosinistra ha perso inesorabilmente a Sulmona e dintorni e a nulla vale l’appello dell’amico Franco Casciani (mi sembra ancora segretario del Pd cittadino) quando dichiara: “Il PD primo partito a Sulmona”. Sa bene che le somme elettorali si fanno per travasi, inciuci e svalicamenti e assumono significati diversi per momenti diversi. Capiamo che il “non posso vivere né con te né senza di te”, risuoni nella mente e nel cuoredell’ex assessore pur riconoscendo il fallimento dell’amministrazione sulmonese di cui sono chiare le colpe che nessuno vuole condividere. Il Pd, a chiusura del periodo elettorale, forse dovrebbe aprire una riflessione senza le melasse che precedono il voto. Speriamo che possa esserci non nel cacicco della sezione, ma alla luce del sole in cui tutti, dico tutti,possano intervenire. A Sulmona il Pd ha vinto, il centrosinistra ha perso.

All’orizzonte: tre donne sole al comando. Sarebbe una grande occasione per la storia recente della città. Opportunità per un potente condizionamento della politica regionale a favore di una “riprogettazione” dei territori interni. Qualche ombra: si parla di surroga, recupero, scivolamento. Se, ma: comunque si aspettano i calci di rigori per Maria Assunta Rossi e per Antonietta La Porta.

Chi vince veramente: The quick brown fox jumps over the lazy dog. La rapida volpe bruna salta oltre il cane pigro. Marianna Scoccia è la sola che ha vinto. È stata brava In chiave di strategia, di numeri, di criteri organizzativi. Una campagna elettorale differenziata e snella nell’approccio.  Una vittoria che riapre un filone locale. Potrà emergere un nuovo profilo ricco di esperienze e nuove responsabilità: ma anche di nuova etica e di nuovo metodo. Si chiamava Marianne la donna del quadro di Eugène Delacroix rappresentava, tra l’altro, l’unità di tutte le classi sociali. Sarà un compito difficile uscire da uno stereotipo e assumere una vera veste di leader locale. Ma è necessario per tutti. Occorre saper accettare il cambiamento, anche intimo in parte, se avverrà sarà probabilmente l’inizio di una nuova era politica. Noi peligni, e ancora di più noi sulmonesi, siamo in una campagna elettorale perenne interromperla potrebbe essere un ottimo segnale. In Valle, i politicanti di ogni ordine e grado, stanno digrignando i denti ma tra poco chiederanno asilo e un posto a tavola. Ci saranno evoluzioni importanti da osservare.

Tutto il resto è restata ciurma. Vincitori pochi perdenti molti. In modo diverso, ma tutti ciurma pronta a chiedere i galloni – un posto, un incarico, una rappresentanza – per restare sul ponte della nave. Certo i pescetti piccoli, nuotando insieme, in politica, possono ottenere l’effetto di un pesce grosso: alle prossime elezioni ormai e forse con diverse casacche.

I trombati ? Sono  tutti nella ciurma.

11 commenti riguardo “VINCITORI, VINTI E… TROMBATI

  • L’unica cosa “saggia” l’ha detta riguardo “l’allergia indotta” e quel che crea scompiglio e da fastidio, che e disturba, è l’arrivo di nuovi ceppi di allergeni di contrasto al solito “inoculato”, per tempo, persistenza e posologia.
    La soluzione resta una massiccia campagna di vaccinazione.

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  • Dunque il PD perde perchè non ha un leader?
    E io che pensavo che perdessero consenso perchè sono stati il partito dell’austerità, della chiusura e del ridimensionamento degli ospedali, del tradimento dei lavoratori e dei pensionati, degli obblighi e del diritto al lavoro negato, del ce lo chiede l’europa anche se si danneggiano gli interessi italiani, ecc…
    E se nel caso avesse un leader diverso, quali sarebbero le tematiche che dovrebbe affrontare senza una preventiva ammissione di colpa per il tradimento perpetrato a danno dei propri elettori e del popolo italiano più in generale?
    Se queste sono le analisi (autoassolutorie) provenienti dalla propria area politica, il cdx può dormire sonni più che tranquilli.

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      • Visto che lo hai pubblicato e… sicuramente LETTO e CAPITO… puoi illuminarci meglio lo “ sfalcio” della sanità descritto nel Link che hai allegato?
        E nel contempo, illustraci anche le 32 pagine dell’allegato – A -.

        Risposta
    • “” Dunque il PD perde perchè non ha un leader?
      E io che pensavo che perdessero consenso perchè sono stati il partito dell’austerità, della chiusura e del ridimensionamento degli ospedali””
      Se si avesse l’accortezza di approfondire le decisioni e i fatti relativi agli argomenti trattati ( ospedali – posti letto – liste di attesa etc ) forse si scoprirebbe, attraverso la GU che la “rovina” della sanità di prossimità ha avuto il colpo di grazia a seguito delle decisioni assunte nel DICEMBRE 2010, nella conferenza nazionale fra lo Stato e le Regioni.
      Conferennza in cui i rappresentanti abruzzesi diedero buca,,,,,forse percé sapevano cosa li aspettava in tema di posti letto, punto nascite, liveli ospedalierietc etc…
      Leggere i vari provvedimenti, relativi al sistema sanitario, inseriti in G.U. nel periodo 2008 / 2010 aiuterebbe a comprendere la genesi molti “mali”…..

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  • Se il giornalista non scrivesse poesie e si concentrasse sul da farsi, o meglio sul far fare quello che gli amministratori e poltronieri vari non vogliono fare, tanto andrebbe meglio.

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  • gaetano di piero

    LEGGERE UNO SCRITTO DELL’ARTICOLISTA, NON POSSO UTILIZZARE ALTRO TERMINE PER NON FAR TORTO ALLA CATEGORIA, PORTABANDIERA E PRINCIPE DEI TROMBATI, AD OGNI COMPETIZIONE ELETTORALE, REGIONALI ,COMUNALI etc E’ VERAMENTE TRISTE.
    RIFERITO POI A CDELLE SIGNORE, PERCHE’ DI QUESTO PARLIAMO E’ VERAMENTE STOMACHEVOLE.

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  • Tu chiamala se vuoi… Strategia?
    Si quella della ripetuta illusione alla PAVLOV… chi sbava e chi mangia!

    Anche noi cugini d’oltralpe avevamo l’ ITALIA TURRITA” e siamo ridotti alle macerie.
    Liberté, egalité, ‘ntu xxxx a te!, questo il motto corrente!

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  • Alfuoriuscito

    Gaeta! Senti questa
    Wilde diceva
    “pochi vivono davvero”
    “la gran parte vegeta”
    E chi vegeta vive parlando di qualcuno.
    A chi ti fa pensare?

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  • Gaeta! da quando sei fuori-uscito parli-solo di altri lo sappiamo tutti, per metterti una toppa, ma ancora non riesci a leggere!
    Chi vegeta e non vive non legge e parla di altri come sai fare da sempre.
    Meglio tacere le questione del comune non le risolvi!!!!

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