EREDITÀ CONTESA A PRATOLA, IL RIESAME ANNULLA IL SEQUESTRO PREVENTIVO DI 450 MILA EURO

Il Tribunale per il riesame dell’Aquila accoglie il ricorso di tre nipoti e annulla il sequestro preventivo da 450mila euro eseguito nei mesi scorsi dai magistrati peligni.

I giudici aquilani hanno ritenuto che non ci sono gravi indizi di colpevolezza a carico dei cinque nipoti finiti sotto inchiesta con l’accusa di circonvenzione d’incapace nei confronti della loro zia Anita Vallera morta nei mesi scorsi e attorno alla quale si è sviluppata una lotta per la consistente eredità lasciata dall’anziana. Secondo il legale dei tre nipoti, l’avvocato Luca Tirabassi,  “l’annullamento integrale dei due decreti di sequestro emessi a carico dei miei assistiti, disposto dai giudici del Riesame, autorizza a ritenere che siano stati ritenuti insussistenti i presunti indizi di reità e, dunque, priva di adeguato fondamento l’impostazione accusatoria, avallata dal gip. Si tratta di una decisione che auspichiamo possa concorrere a ristabilire la verità delle cose, rispetto alla vicenda in questione, a prescindere da prospettazioni interessate e strumentali della denunciante». A far scattare l’inchiesta e quindi i sequestri preventivi è stata la denuncia depositata dalla figlia della vicina di casa titolare di uno dei numerosi testamenti sottoscritti dall’anziana in cui la giovane dirimpettaia veniva nominata erede universale. L’accusa, è legata alla presunta distrazione di 450mila euro dal conto della Vallera, ancora da riscontrare dal perito che il GIP del tribunale di Sulmona, ha nominato nei giorni scorsi. Il perito dopo aver esaminato l’intera documentazione dovrà stabilire se e in quali modalità ci sarebbe stato il prelievo della cospicua somma dal conto dell’anziana da parte dei nipoti. Al momento sono quattro i fascicoli aperti dalla Procura per il filone penale dell’inchie-sta, uno dei quali a carico proprio della giovane denunciante.