INVIAVA MESSAGGI DAL CARCERE CON IL TELEFONINO, IL GIUDICE CONDANNA UN DETENUTO

Mandava sms con il telefono a parenti e amici da una cella del carcere di Sulmona. Ieri, il processo che ne è scaturito è arrivato a conclusione. Con l’accusa di accesso indebito di dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, un recluso del carcere di massima sicurezza di Sulmona, V.D.S., è stato condannato a dieci mesi e venti giorni di reclusione. La vicenda risale al mese di novembre di tre anni fa. Dopo un esposto anonimo, arrivato agli uffici amministrativi del carcere di Sulmona, era partita una perquisizione che aveva portato a sequestrare un telefono nella cella condivisa da due detenuti, tra cui l’imputato. Davanti al giudice, il recluso (che attualmente si trova in un altro penitenziario), si è difeso spiegando che il telefonino apparteneva al suo compagno di cella. Nel corso delle indagini preliminari, il dispositivo era stata analizzato con una consulenza tecnica affidata ad un perito che aveva permesso di accertare che il telefonino sequestrato e oggetto del reato, era stato utilizzato per comunicare con terze persone, familiari e non solo, tant’è che alcuni sms erano stati cancellati. Da qui la decisione da parte del giudice di condannare l’imputato l’imputato.