DALL’AUTO ELETTRICA … ALLA SEDIA ELETTRICA

di Luigi Liberatore  – La vicenda è arcinota. Il gruppo Aehra, la startup nata per realizzare e diffondere auto elettriche di alta tecnologia, ha deciso di insediarsi a Mosciano Sant’Angelo con un suo stabilimento da 500 posti di lavoro. Lo ha fatto dopo una ricerca di mercato, nell’ambito regolamentato dalla Zes,  visitando siti di Sulmona, del Chietino e soprattutto di Pratola Peligna. Le motivazioni della decisione finale sono state riassunte dal professor Mauro Miccio, commissario per la Zes Abruzzo, che ha illustrato i vantaggi per cui Aehra ha scelto Mosciano. In sintesi, Mosciano poteva offrire piu di quanto potesse disporre Pratola Peligna, soprattutto in termini di collegamenti veloci con l’estero. E sulle parole di Miccio non è lecito dubitare.

Antonella Di Nino

Dopodiché è iniziata la caccia alle streghe, pardon alla “strega”, scatenata dal PD di Pratola e dal consigliere comunale Vincenzo Margiotta contro il sindaco, Antonella Di Nino. Insomma, il sindaco è accusato di aver mostrato scarso interesse e di essersi lasciato sfuggire una operazione da 500 posti di lavoro, di aver condotto sotto traccia le attività di indagine mischiando propri interessi alla vicenda finita poi male proprio per questo. Abbiamo seguito le varie fasi di accusa e difesa, i commenti al vetriolo e i richiami a forme ancestrali di democrazia casa per casa evocati dalle opposizioni, traendo questa opinione.

Laila Coccovilli e Enzo Margiotta

Il sindaco di Pratola ha mostrato il lato debole della sua sindacatura, lasciandosi coinvolgere troppo spesso da Facebook nelle sue repliche, immettendo in quella macelleria mediatica riferimenti personali che hanno fatto da innesco. Meglio l’asciuttezza istituzionale nella sede istituzionale del municipio: l’aula consiliare. Il comunicato del PD ci ha confermato che i circoli sono una barzelletta rispetto alle vecchie sezioni comuniste, dove magari poteva incutere timore il pugno chiuso ma si trovavano persone intelligenti a far politica. Pratola ha visto di meglio. È intervenuto, con una propria lettera, il consigliere Vincenzo Margiotta dal quale ci si doveva aspettare una valutazione o delle riflessioni di più alto livello per questioni di abitudini al dialogo e di attitudini superiori. Macché. Pure lui è affondato nel pantano dei risentimenti non riuscendo ad affrontare la questione da consigliere e basta. Brutale quella chiosa in cui lancia la profezia alla Nostradamus: ” Passerà il tuo tempo da sindaco….verrai ricordata per aver fatto perdere posti di lavoro”. Insomma, Antonella Di Nino, giusto per svelenire l’aria, è partita con l’auto elettrica ma è finita sulla sedia elettrica, per un suo cedimento alle chiacchiere e per l’inveterato metodo a sinistra di infangare l’avversario e di opporre ostilità e rancore. Dimenticavo che anche i Cinquestelle sono intervenuti sulla vicenda con un loro comunicato. Meglio dimenticare. È quel pugno di formaggio stantio, grattato da giorni, che finisce su un piatto ancora fumante ma di pasta scotta.

4 thoughts on “DALL’AUTO ELETTRICA … ALLA SEDIA ELETTRICA

  • Tra PD, 5 stelle e falliti vari ( inclusi i giornalisti) mi
    sembra tutto proceda per il meglio a Pratola.
    Un esempio forse meglio seguito che criticato.
    Non capisco come certa gente dopo tante malefatte
    sia ancora presa in considerazione, anche se per forza.
    Grande perdita di tempo ed energie, meglio ignorare.

  • La barzelletta è un giornalista che ignorando i fatti esprime considerazioni soggettive di chi, come al solito, si erge a paladino della Sindaca. Forse è quello il piatto a cui aspira?
    Meglio che si sbrighi, perché è vero, il piatto si sta scuocendo.

  • E pensare che… dopo 4 giorni di maturata riflessione, ci si aspettava una controrisposta., e invece no, che peggio che no.
    La ZES di Mosciano all’epoca dell’accaduto era il nulla nel deserto dei Tartari, 100 km di distanza fra caselli autostradali sono un sciocchezza e le affermazioni di Miccio sono ormai “fatti agli atti” per giunta anch’essi posteriori gli avvenimenti e agli ultimi scambi dialettici, mentre i fatti restano tali, fermi alla trascorsa estate pratolana.

    Dalla padella… alla brace.

  • È vero…

I commenti sono chiusi