SPARI CONTRO LE ABITAZIONI, PADRE E FIGLIO CHIEDONO IL RITO ABBREVIATO

Hanno chiesto il rito abbreviato padre e figlio di Pratola Peligna, di 46 e 20 anni, dopo gli episodi riguardanti i colpi di pistola contro le abitazioni. La richiesta, al giudice Alessandra De Marco, è stata presentata dai rispettivi legali, Angelo Pace e Mario Iacovone, all’indomani del giudizio immediato disposto dal Gip. Ora, essendo la richiesta intervenuta nei termini di legge, si dovrà fissare una nuova udienza. Entrambi sono considerati dagli investigatori i presunti autori degli atti intimidatori posti in essere a Pratola Peligna il 4 febbraio dello scorso anno e a Raiano il 20 maggio. Nei mesi scorsi il 46 enne venne arrestato dai carabinieri perché sorpreso nell’auto con una pistola calibro 765. Si tratta della stessa arma con gli stessi proiettili utilizzati negli atti intimidatori di febbraio e maggio. Le accuse a vario titolo sono di esplosione di colpi di arma da fuoco e porto abusivo di arma clandestina. Vanno avanti gli accertamenti per verificare se può esserci anche un collegamento con altri atti intimidatori posti in essere sul territorio, in particolare con gli incendi dolosi. A tal proposito il 20 enne è finito sotto inchiesta per aver bruciato la vettura di proprietà madre di un suo rivale. Episodio avvenuto a Raiano il 15 ottobre scorso mentre si continua ad indagare su un rogo, verificatosi nello stesso periodo, a Pratola Peligna.

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