NON VENGONO FATTI ENTRARE IN OSPEDALE PER FAR VISITA AI PARENTI E CHIAMANO I CARABINIERI

Sono stati bloccati all’ingresso dell’ospedale perché i loro nomi o non figuravano nella lista dei parenti autorizzati alle visite dei pazienti. E dopo che il portiere ha insistito per non farli salire hanno chiamato i carabinieri.

È accaduto l’altro giorno nell’ospedale  di Sulmona dove è iniziata un’accesa discussione tra il gruppo di persone e l’addetto alla portineria. Una discussione che ha rischiato di degenerare quando uno del gruppo, residente all’estero che doveva ripartire questa mattina per l’Irlanda del nord, ha insistito per accedere in reparto di ortopedia dove era ricoverato il fratello. Nel gruppo c’era anche una ragazza arrivata direttamente da Roma per far visita al padre che aveva subito un delicato intervento chirurgico, anche lei rimasta bloccata all’attività dell’ospedale. “Queste cose accadono solo in Italia dove vengono calpestati continuamente  i diritti delle persone”, ha detto rivolto al dipendente della Asl. “Se non ci fai entrare in ospedale chiamo i carabinieri”. E così ha fatto. Dopo essersi informato sulla corretta applicazione delle disposizioni interne, il carabiniere addetto al centralino della caserma è riuscito a riportare la calma e a convincere l’addetto alla portineria a far salire il gruppo di visitatori che hanno potuto così far visita ai loro congiunti ricoverati in ospedale, compreso l’ Italo irlandese. “Non è possibile che per far valere i propri diritti si debbano chiamare i carabinieri”, afferma Claudio Antonucci detto “Il Musichiere”, il quale ha voluto rendere pubblica la sua disavventura proprio per far si che il regolamento assurdo dell’ospedale venga cambiato. “In nessun altro ospedale esiste questa disposizione. Mentre in quello di Sulmona i vertici aziendali decidono quello che vogliono senza tenere conto delle leggi dello Stato. Spero che dopo aver sollevato il caso, la disposizione venga ritirata e venga permesso a tutti i visitatori che arrivano in ospedale, di poter far visita ai loro parenti, anche se non sono iscritti nella lista preventiva. Ripeto, nelle cose ci vuole solo buon senso che i dipendenti di questo ospedale non hanno dimostrato di avere”.

2 thoughts on “NON VENGONO FATTI ENTRARE IN OSPEDALE PER FAR VISITA AI PARENTI E CHIAMANO I CARABINIERI

  • E c’è dovuto venire il musichiere per aiutarci e risvegliarci, noi intanto come pecore ci adeguiamo.

  • Quest’assurda prassi è stata già segnalata al tribunale del malato di Sulmona. La cosa più incredibile è che vogliono nome e cognome del visitatore specificando anche quando si farà la visita…come le prenotazioni al ristorante e in barba alla privacy. Tutti i nominativi chi li gestisce? Dove vanno a finire?

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