EREDITÀ CONTESA A PRATOLA PELIGNA, 57ENNE FINISCE SOTTO INCHIESTA

Il Sostituto Procuratore della Repubblica di Sulmona, Edoardo Mariotti, ha iscritto sul registro degli indagati un 57 enne, A.S., residente a Pratola Peligna accusato di circonvenzione d’incapace, di aver cioè indotto l’anziana zia di Pratola Peligna, deceduta nei mesi scorsi, a redigere a suo favore un testamento davanti al notaio. Si tratta di un nuovo capitolo dell’inchiesta scaturito dal sequestro dell’atto, disposto dalla Procura. L’operazione era stata eseguita lo scorso novembre nello studio professionale di un notaio di Popoli. L’anziana di 90 anni, le cui condizioni di salute si erano aggravate nell’ultimo periodo, è morta nell’abitazione di una vicina di casa che aveva nominato, nel 2021, come erede universale davanti al notaio. Ma anche su questa vicenda è stata aperta un’inchiesta dopo la denuncia di uno dei nipoti della donna. Due inchieste che sono le costole di quella principale che vede al momento indagate cinque persone tra nipoti e parenti. Per tutti l’accusa è circonvenzione d’incapace. Un’accusa, legata alla “distrazione” di 450 mila euro dal conto della donna. A onor del vero sarebbe emerso che l’anziana  avrebbe effettuato dei bonifici in tal senso. Insomma uno scenario piuttosto complicato che vede cinque famiglie in lotta per l’eredità: il fratello, la vicina di casa e gli altri congiunti. Intanto la Procura va avanti con le indagini sequestrando uno dei quattro testamenti che pare l’anziana abbia sottoscritto. E non è escluso che anche gli altri tre subiscano la stessa sorte.