IL SINDACO DI PRATOLA DÀ L’ESTREMA UNZIONE AL COGESA

di Luigi Liberatore – Non è il semplice celebrante. D’altronde non gli appartiene questa funzione e io non voglio vestirlo dei paramenti viola per forza, ma il sindaco di Pratola Peligna ha dato l’estrema unzione al Cogesa “per morte sopravvenuta. Lo spiegherò in fondo. Intanto vuoi caro lettore che ti ripeta cosa sia o faccia Cogesa, o cosa rappresenti, per questa parte dell’Abruzzo? So che dirai di no. Io, comunque, ci provo ancora ad illustrarlo e in maniera concisa, non foss’altro per le ragioni di orgoglio e anche sentimentali che portarono molti sindaci a fondare quella società, Cogesa appunto, per gestire la raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti. Idea pregevole e portata avanti, almeno inizialmente, con entusiasmo e passione amministrativa, finchè quel programma che sul territorio dava servizi adeguati e mostrasse di possedere visioni politiche avanzate, finì per diventare un poltronificio, elemento di speculazione e una macchina di assunzioni politiche e non professionali, dimenticando ogni riguardo per l’ambiente sui quali operava con le discariche e i trattamenti. Sappiamo tutti cosa sia Noce Mattei. E sappiamo ancora che COGESA sia finita in mano degli advisor, quella palude peggiore dei miasmi di Noce Mattei, da cui alcuni sindaci, quelli ancora che hanno nel cuore il Consorzio, hanno cercato di sottrarla. Insomma, i libri contabili sono finiti in tribunale. Di Cogesa resta solo un simulacro le cui spoglie saranno raccolte da qualche potente società per la quale hanno lavorato quei sindaci che potranno sì indossare la fascia tricolore ma solo per la festa patronale. Mica tanto fessi, insomma. Tuttavia il titolo l’ho riservato al sindaco di Pratola Peligna, Antonella Di Nino, la quale non potrà celebrare messa ma in maniera laica ha dato l’estrema unzione a Cogesa, annunciando di uscire dal consorzio “perché sono venuti meno i presupposti per giustificare la nostra presenza”. Di Nino non condivide metodi e governance, soprattutto dopo il triste epilogo dell’interregno di Franco Gerardini, l’unico in grado di portare fuori dal guado Cogesa, finito tra l’altro negli ingranaggi della Corte dei Conti. E i sindaci, quelli che la fascia non la usano solo in processione, hanno fatto capire che le eventuali responsabilità fallimentari non sono dei soci ma anche e soprattutto delle governance.

3 thoughts on “IL SINDACO DI PRATOLA DÀ L’ESTREMA UNZIONE AL COGESA

  • Ma in questa città perché tutto finisce male…? Nessuno si pone ? Questo quesito ..ma fondamentalmente per poca trasparenza e onesta politica…e mancanza di vera attenzione che la magistratura…avrebbe dovuto…processi lunghi..poi chiusi per intervenuta prescrizione…quindi tutti assolti..ecco in questa bella città cosa avviene ..e la popolazione subisce senza dire nulla..

  • Le motivazioni sono tutte qui !
    Articolo che tristemente riporta la triste verità.
    Purtroppo il bello deve ancora arrivare per le nostre tasche e per l’ambiente già compromesso .

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