SOLD OUT E DEVI ESSERE CONTENTO!

di Massimo di Paolo – Le giornate di festa lasciano che la memoria perda il suo corso e abbandoni i doveri del ricordo. Il Santo Natale ancora di più. Gli psicologi la chiamano memoria selettiva. La festività ammansisce la coscienza: si diventa più buoni e anche le memorie collettive diventano insipide lasciando alle sole cose belle il pregio di emergere.

Una Domenica fa, Turandot, rappresentata sul palcoscenico del Maria Caniglia. Sold-out (si dice cosi). Una condizione bella per il pregio della rappresentazione, per il riscaldamento funzionante, per i numerosi “io c’ero” che inorgoglivano i cuori degli spettatori. Artisti bravi. Orchestra fenomenale. La pausa, negli spettacoli teatrali, resta sempre un momento catartico qualche volta atteso, non solo per riattivare la circolazione, ma anche per altri motivi: per farsi vedere, per incontrare il conoscente, per commentare, per rivitalizzarsi nelle occasioni meno fortunate.

Proprio nella pausa della Turandot, l’incontro con un amico, ha dato vita a queste modeste riflessioni. Mi diceva: “vedi: tutto pieno, molto bello, almeno questo si può dire!” il tono era quello del velato sarcasmo diretto al sottoscritto che le scrive, di solito cercando di motivarle: le critiche, le osservazioni, le possibilità perse per Sulmona nostra. Però era veramente tutto bello.

Quando le cose sono ambivalenti appaiono sempre due direttrici di pensiero. Quella critica dei cosiddetti “bevitori di cicoria” e quella ottimista di chi guarda solo le cose belle, buone, funzionali. Il detto: “vede la pagliuzza ma non vede la trave” è reciprocamente applicabile.

Luca Zaia ha scritto un libro, da poco in libreria, dal titolo: fa’ presto vai piano. Se dovessimo usare l’inciso usato nel libro del Governatore del Veneto, potremmo ricordare che l’osservazione rapida veloce e di parte, soprattutto di parte, ci fa osservare le sole cose belle che abbiamo, pur se in una condizione socio-politica disastrosa. Mentre se ci soffermassimo ad osservare con il pensiero lento riflessivo e critico, la percezione cambierebbe e non di poco. Con il pensiero lento, caro amico mio, non si perdono i particolari. Si può incorrere però in una “acromatopsia” con cui si vede il mondo in bianco e nero, e il nero, non può essere omesso.

Sentendo le cornamuse dei tifosi, sembra che Sulmona debba essere, per potersi risollevare e tornare ai vecchi fulgori, una sorta di città “luna park” per ricchi; espellendo o almeno non vedendo chi in un teatro non può andare, chi il sabato lo vive con parsimonia, chi non può partecipare a un concerto, non può andare in vacanza o ad una festa. I poveri. I meno fortunati. I concittadini che fanno fatica; molto più numerosi di quelli che ci fanno stare contenti e fieri partecipando ai nostri sold out. Quelli che non possono fare una visita medica a pagamento, che non hanno beneficiato di eredità o privilegi, quelli che cercano i comuni e dovuti servizi, quelli che vorrebbero un istituto professionale per imparare un mestiere al figliolo, quelli che vorrebbero un’accoglienza agli sportelli istituzionali, quelli che vorrebbero un centro sociale per anziani funzionante, accessibile e accogliente; quelli che hanno figli lontani per necessità e bisogno, quelli che non partecipano alla claque degli intellettuali del non far niente. Quella Sulmona poco fortunata, priva di facilitazioni e privilegi.

Caro amico mio, io e te siamo contenti e godiamo di quello che abbiamo come molti, ma Sulmona è un’altra cosa e abbiamo il dovere di ricordarlo: è una città bella ma molto povera allo stesso tempo. È bella ma non più colta perché è divenuta arrogante silenziando strati di concittadini che non riescono a partecipare. È la Sulmona senza lavoro, la Sulmona in fila con il freddo dinanzi al Cup perché nessun “signore”, da anni, si è degnato di  trovare un locale.

È la Sulmona a cui non vogliamo pensare a differenza dell’altra, che depone l’agrifoglio illuminato, pensa al prossimo sold-out e resta contenta. Forse è il caso di riflettere. La “stella” potrebbe non brillare più; potrebbe diventare un punto nero che dall’alto a chi dimentica, grida vi odio!

9 commenti su “SOLD OUT E DEVI ESSERE CONTENTO!

  • Lorenzo ti sei dimenticato del Cogesa le tue di poesie sono sempre la stessa solfa!!!! Non sai che dire e scrivi poesie alla rovescia

  • Un’altra poesia mal riuscita……
    Potresti almeno cominciare ad aiutare gli sfortunati o stimolare gli arroganti con delle iniziative mirate.

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  • Destino annunciato , talento che fa brillare di luce propria ma siamo alla follia??

  • Emilia bello quello che scrivi ma non funziona più così non si vive di luce propria mantenendo un isolamento privo di crescita ed evoluzione. E non esiste un destino annunciato la storia del mondo lo insegna tantomeno esiste per Sulmona. I destini vanno creati ricercati condividi e realizzati.
    Ma con principi di uguaglianza senza la boria di chi crede di essere portatore di talismani. E giustamente come fa percepire Di Paolo senza lasciare nessuno indietro

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  • La splendida Sulmona ha solo bisogno di qualcuno che, una volta per tutte, decida di credere in lei investendo sul suo talento naturale che la fa brillare di luce propria;
    di qualcuno capace di dare seguito ad un destino annunciato, ma non ancora realizzato..

  • Penitenziàgite

  • Temp ma che cxxxo farnetichi !

  • Una così lunga e bella descrizione per poi ricadere nel “vizio del politically incorrect” (si dice così) e spieghi anche questo a noi festosi lettori domenicali.
    Chi in questa domenica, per “necessità ma anche per diletto”, legge la sua elucubrazione, si bea (?!) di scoprirla uno di “quelli che sono contenti e godono” dell’intrattenimento nel foyer, “pensando” a lettura terminata, che il costo del biglietto poteva “forse” andare in “BENEFICIENZA ALLA CITTA’” e ai suoi bisognosi cittadini.
    Spesso al suono delle altrui trombe e dei suoi superlativi, si preferiscono i suoni delle zampogne, delle ciaramelle e dei pifferi, sapendo che la città e i cittadini verrà “accontentata con il ciufolo”, così come sempre… dalle buie notti di tempi “recenti” e piangendone il “remoto” e glorioso passato.

    Per i melomani:
    Puccini – Turandot – Straniero, ascolta! “Nella cupa notte vola un fantasma iridescente.
    Sale e dispiega l’ale sulla nera infinita umanità! : https://www.youtube.com/watch?v=Vl2VjoP-P_I

    Per i non melomani:
    Enzo Jannacci – Quelli che : https://www.youtube.com/watch?app=desktop&v=uVaa84WhB-U
    Frankie hi-nrg mc – Quelli che benpensano : https://www.youtube.com/watch?app=desktop&v=vrpJB7ucC5Y

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    • Penitenziàgite

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