GLI SCONFITTI CONSAPEVOLI E I PERDENTI INCOSCIENTI…

di Luigi Liberatore – Ciascuno di noi, al termine di una esperienza di impegno pubblico, sia esso amministrativo o politico insieme, deve saper trarre una valutazione. Di sé, degli amici o compagni di viaggio, e degli avversari. A meno che non sia un leader, e allora le cose cambiano, perché il leader non è in condizione di poterlo fare nemmeno di fronte alle evidenzefino a che sotto di lui si apre il baratro, e precipita in solitudine, la compagna del suo essere. Cosa rappresenta questa antifona? La mia analisi, per quanto maldestra possa apparire, sulla vicenda politico-amministrativa del comune di Sulmona. Aggiungo, prima di scendere nel particolare, che quando si sfascia una amministrazione emergono due categorie: quella degli sconfitti consapevoli, e quella dei perdenti incoscienti. Qui leader non ce ne sono, sicchè la divisione, che non vuole essere manichea, è abbastanza semplice. Non me la sento di ripercorrere questi due anni di sindaco svolti da Gianfranco Di Piero, soprattutto per non assediare ancora i lettori con una sceneggiatura vista e rivista sotto ogni angolatura, irritante e alquanto noiosa, quanto piuttosto di individuare alcuni personaggi di rilievo da collocare nella prima categoria, cioè degli sconfitti consapevoli, perché presumo che siano gli artefici della vittoria e gli autori del proprio prematuro e cosciente declino. Mi riferisco al sindaco Di Piero, e ai consiglieriNannarone, Di Rienzo e Proietti, una specie di quadrilatero austro-ungarico su cui Sulmona potesse fare affidamento per cinque anni. Come è finita lo sappiamo, anzi, non lo sappiamo per niente. Siccome è una mia maldestra valutazione di fatti e personaggi, dico ancora che provo un certo rammarico nel definire il “quadrumvirato” sconfitto, perché ho l’impressione che i componenti usciranno dalla scena politica locale in maniera consapevole. Volete sapere chi faccia parte della seconda categoria? Tutti gli altri, perché vanno fuori come dei perdenti ma senza cognizione e stima. Con la differenza che se Di Piero e vecchi o ex amici staranno dignitosamente fuori, il resto avrà la presunzione e l’arroganza di rimettersi in gioco. Anche gli anonimi (per dire) che in questa vicenda ultima di Sulmona, pur senza ruoli, hanno svolto la funzione di regìa…

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