MEGLIO I PRECETTI DELLA VECCHIA SCUOLA MEDICA SALERNITANA CHE I “PILASTRI” DEL NUOVO PIANO ONCOLOGICO ABRUZZESE

di Luigi Liberatore – Verrebbe da esultare. Ma non è così, al di là del mio pessimismo per aver vissuto da vicino una tragedia oncologica. L’annuncio dato dall’assessore regionale alla Sanità abruzzese, Nicoletta Verì, sull’approvazione, su sua proposta, del nuovo piano oncologico dell’Abruzzo da parte della giunta, nasconde quelle esigenze che i nostri lettori ci segnalano. Un esempio: “mai una volta che si indichi l’organico e le loro sedi”, oppure: “Quante belle parole, che linguaggio forbito, stavo quasi per crederci”. Solo i giornalisti temono il confronto con i lettori, mica i politici, i quali a loro volta se la prendono con i giornalisti facendo intendere ai lettori che siamo noi a non aver capito. Ho letto l’articolazione che delinea la rete oncologica regionale così illustrata dalla Verì che prevede cinque nodi. Cinque nodi, e noi sappiamo cosa siano i nodi lungo un percorso… Primo: costituzione di un comitato di coordinamento sia strategico che tecnico-scientifico. Secondo: Molecular Tumor Board: spiego: costituzione di una struttura centralizzata regionale all’interno dell’Agenzia sanitaria per la sostenibilità economica delle profilazioni genomiche potenzialmente propedeutiche alla realizzazione di una medicina mutazionale in base alle caratteristiche della neoplasia. Terzo: previsioni di poli oncologici aziendali che intervengono sui percorsi diagnostici e terapeutici; uno per ogni Asl. Quarto: Istituzione dei CIP, centri di indirizzo al percorso clinico che avranno la funzione di prendere in carico il paziente (unica notizia comprensibile) in funzione della complessità clinica del caso. Quinto pilastro: composizione del GICO, nulla a che vedere con il gruppo investigativo sulla criminalità organizzata, ma che dovrebbe seguire il percorso diagnostico e terapeutico del malato formato da chirurghi, radiologi, oncologi, radioterapisti, e poi anche da figure come psico/oncologi. In fine il richiamo alla prevenzione primaria, con la promozione di corrette abitudini alimentari e sani stili di vita. Ho qualche rudimento di medicina, sicchè non mi sento spaesato ma capisco e giustifico le perplessità dei nostri lettori, o malati, che chiedono indicazioni operative e soprattutto sedi. Per parte mia, e chiedo ai lettori di fare uno sforzo di seguirmi con pazienza, tanto i politici non lo fanno, per dire loro che la scuola Medica salernitana del IX secolo prescriveva ai malati: “Si tibi deficiant medici, medici tibi fiant haec tria: mens laeta, requies, moderata diaeta”. Cioè, se ti mancano i medici, siano per te medici queste tre cose: animo lieto, la quiete e la moderata dieta. Questa è l’unica verità contenuta nel piano oncologico regionale. Tutto l’altro che vi ho riassunto è una prospettiva, belle parole dell’assessore che sanno di profezia.

One thought on “MEGLIO I PRECETTI DELLA VECCHIA SCUOLA MEDICA SALERNITANA CHE I “PILASTRI” DEL NUOVO PIANO ONCOLOGICO ABRUZZESE

  • Nuovo piano oncologico dell’ assessore alla sanità Veri. Arabo del professore Abdul dell’ università di Bagdad

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