IL SALVATAGGIO DEL TRIBUNALE? ALTRA POLVERE SOTTO IL TAPPETO

di Luigi Liberatore – Di proroga in proroga. Va bene pure così, ma non ci vengano più a dire che il tribunale di Sulmona sarà salvato, alla stregua di quelli di Avezzano, Lanciano e Vasto, giusto per fermarci qui in Abruzzo, oppure degli altri ventisette sparsi in tutta Italia, perché ci stanno prendendo in giro. Il senatore abruzzese, Etelwardo Sigismondi, ha dichiarato qualche giorno fa che i nostri quattro tribunali, destinati ad essere soppressi ex lege da almeno dodici anni, avranno “ossigeno” per un altro anno ancora. L’esponente di Fratelli d’Italia ci dice che tale decisione emerge dalla commissione Giustizia del senato della quale è stato edotto dal sottosegretario Andrea Ostellari il quale avrebbe affermato che la proroga si rende necessaria al fine di permettere il riesame della geografia giudiziaria nazionale. Sigismondi, dice ancora che ha chiesto a Ostellari di inserire la procedura di proroga direttamente nella presentazione di una legge delega, prossima ad approdare in Parlamento, senza che si debba ricorrere ad emendamenti. L’attento Etelwardo, ci fa sapere ancora che nella rubrica “lavori” della commissione Giustizia c’è anche una legge regionale di sua iniziativa e del collega Guido Liris che ha come solidarietà la firma del governatore abruzzese, Marco Marsilio. Il 30 novembre, che è qui a ridosso di quanto stiamo scrivendo, ci sarà un incontro col senatore Ernesto Rapani, relatore della legge, con sindaci, presidenti delle province e presidenti degli ordini dei quattro tribunali. Troppe persone, una ipotesi legislativa, e troppi passaggi per credere ancora al salvataggio dei tribunali sub provinciali da parte di questa destra governativa che vive di annunci e di promesse. Era la fine di luglio quando il sottosegretario Andrea del Mastro, sottosegretario alla Giustizia, diceva all’Aquila nel corso del giuramento degli allievi di polizia penitenziaria, che i nostri tribunali sarebbero restati nel pieno delle loro funzioni. Balle. Pensate che saranno soppressi perfino tribunali periferici della Sicilia, laddove davvero la presenza della criminalità organizzata è un fattore che scredita la filosofia soppressiva degli uffici giudiziari. Cosicchè quelli della destra abruzzese, nella imminenza delle elezioni regionali, scelgano altri argomenti di conversazione. Dico stupidaggini? Può darsi, sicuramente per qualche giornalista itinerante, non rom, che mi ha definito Catone. Al quale, sommessamente, gli ricordo cosa rispose Marc Chagall ad uno che gli chiedeva cosa pensasse di Picasso: “un genio, peccato che non dipinge”….. 

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