LA STORIA DI PAOLA, PAZIENTE SLA: UN LIBRO SCRITTO CON GLI OCCHI…DEL CUORE

Un libro scritto con gli occhi…del cuore. Una testimonianza di fede che dona luce, raccontando una sofferenza vissuta nella fede, che sola può dare forza e serenità anche in una esperienza durissima come quella della Sla. E’ questa la sostanza del libro autobiografico, scritto con un puntatore oculare da Paola Tolone, dal 2017 paziente Sla, “Fino a te – un cuore in cammino verso la luce”. Il libro è stato presentato oggi pomeriggio, nell’affollato auditorium del Centro Pastorale Diocesano, in un’atmosfera piena di emozione. L’arrivo di Paola, sulla sua lettiga mobile, è stato accolto da un grande applauso. Un saluto pieno di affetto, per una donna interamente paralizzata eppure capace di sorridere, rispondendo all’accoglienza del pubblico in sala. “Appena conosciuta la diagnosi Paola ed io siamo andati nella cappella del San Raffaele di Milano – ha raccontato Concezio D’Alessandro, marito dell’autrice – e Paola davanti al crocifisso ha detto al Signore che prendendo il suo corpo per portarlo sulla croce le desse la fede e quindi la forza per affrontare un’esperienza tanto dura e sofferta”. Da quel momento è cambiato tutto nella vita di Paola e dei suoi familiari, il marito e tre giovani figli. “Sono certo che già da oggi e poi leggendo questo libro porterete in voi un pezzetto di soprannaturale, per come Paola ha saputo affrontare la malattia, conservando serenità nella sofferenza, grazie al grande spirito di fede dal quale è animata” ha sottolineato Concezio. “Una sua amica, Antonietta Sandonato, in una conversazione a casa ebbe a dire per questo che Paola è gigante tra tanti nani” ha concluso il marito. Poi il vescovo Michele Fusco ha parlato di Paola come colei che accetta l’invito a lavorare “nella vigna del Signore”, portando con la sua sofferenza una luminosa testimonianza di fede. Quella testimonianza che Carmen Baldassarre, insegnante collega di Paola e il figlio Lucio, hanno tradotto nel libro. Paola, sulla sua lettiga, ha ascoltato con attenzione ogni intervento, di tanto in tanto aprendosi a sorrisi e ringraziando, con gioia, tutti i presenti, scrivendo con il puntatore oculare e poi rispondendo alle domande del pubblico. L’opera di Paola è una testimonianza da portare ovunque, per sensibilizzare tutti su questa malattia che in Italia colpisce seimila persone e 130 in Abruzzo sono i sofferenti di Sla. “Ma questa malattia, di cui purtroppo non ancora si conoscono le cause e quindi non ha prevenzione, getta nelle sofferenze intere famiglie” ha precisato Lorenzo D’Andrea. Il padre è morto di Sla e lui ha fondato l’associazione Isav (Io sono ancora vivo) per dedicarsi alla solidarietà con i pazienti e le loro famiglie. Lo psicologo Matteo Santilli ha concluso la presentazione ponendo l’accento sul grande valore della fede nell’affrontare drammi come quello vissuto da Paola, che diventa testimonianza ed esempio per tutti. Davanti ad un mondo fatto di tanta superficialità, di solitudini e di indifferenza, la storia di Paola è una luce che tutti deve illuminare, portando in sè un esempio ed una riflessione, per vivere senza abbandonarsi alla disperazione anche i momenti più bui ed irreversibili dell’esistenza.

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