DUE SULMONESI SALVATI IN APPELLO DALLA RIFORMA CARTABIA, IN PRIMO GRADO ERANO STATI CONDANNATI PER LESIONI

Avevano ingaggiato un deejay per animare una festa familiare. Al momento di pagare il lavoro del deejay dimezzarono la somma pattuita. In segno di protesta il dj abbassò il volume della musica, scatenando la reazione dei suoi committenti che lo picchiarono fino a mandarlo all’ospedale. Una vicenda che mandò dietro le sbarre Luigino e Mario Di Rosa, di 52 e 49 anni.
In primo grado i due erano stati condannati a 8 mesi di reclusione. L’altro giorno si è svolto il processo in Corte d’Appello che ha visto i giudici prosciogliere entrambi gli imputati. A salvarli è intervenuta la criticata riforma Cartabia che rende nullo il processo quando non è presente agli atti la querela della parte civile. I fatti risalgono al 24 Aprile 2017 quando, presso l’abitazione di uno degli imputati era in corso una festa e il deejay venne picchiato selvaggiamente perché data l’ora tarda, si era rifiutato di andare avanti con la musica. Per le ferite e le lesioni riportate, i medici del pronto soccorso stabilirono una prima prognosi di 40 giorni. Anche perché fu necessario il trasferimento del dj nel reparto maxillo facciale dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila. A causa della violenta aggressione il deejay perse pure un dente tanto da rimediare un’invalidità permanente. Il personale della Squadra Anticrimine del Commissariato di Sulmona, coordinata all’epoca dei fatti dal Sostituto Commissario, Daniele L’Erario, raccolse tutti gli indizi di colpevolezza nei confronti degli imputati anche grazie a un video postato su facebook da parte di uno dei due che ritraeva la serata danzante e le persone coinvolte nella vicenda. Tuttavia dal momento che la vittima non presentò querela, i giudici aquilani hanno pronunciato la sentenza di non doversi procedere, mettendo la parola fine alla vicenda giudiziaria.

4 commenti su “DUE SULMONESI SALVATI IN APPELLO DALLA RIFORMA CARTABIA, IN PRIMO GRADO ERANO STATI CONDANNATI PER LESIONI

  • Quindi, visto che i giorni di prognosi sarebbero inferiori a quelli riportati nell’articolo, si giustifica l’aggressione e la violenza… Olio di ricino (per essere teneri) ai boxeur…. Sempre in due, tre, quattro contro uno… Veri uomini…

  • lattanzio pubblica il mio commento almeno le persone sanno la verità!

  • La verità è che i giorni di prognosi dati al deejay erano di molto inferiori ai giorni di dati dall’ospedale dopo aver fatto la perizia specifica, e inferiori ai 21 per i quali il reato è procedibile d’ufficio quindi i 6 mesi carcere fatti dagli imputati sono ingiusti e il processo decaduto, l’articolo è impreciso! (Il deejay dopo pochi giorni aveva riniziato a lavorare, ci sono i video!)

    • Sce’, ma l mazziat l’ha pjat l stesso o mo’ nn jann manc mnat chiù? Ch t vu querelà.

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