ROSE BIANCHE E LA SCIARPA DEL NAPOLI PER L’ULTIMO SALUTO AD ALESSIO
La piazza stracolma di gente con gli occhi gonfi di pianto per una tragedia che ha sconvolto un’intera comunità ancora incredula per la morte di un suo figlio; un giovane benvoluto e amato da tutti. “Era u chiú fort”, ripetevano come una nenia gli amici, davanti al bar, per le strade del paese, per i vicoli di Valle Madonna e della Schiavonìa.
Poi tutti davanti al Santuario della Madonna della Libera per dare l’ultimo saluto ad Alessio Esposito, il giovane di 25 anni, originario del casertano ma residente da anni a Pratola Peligna con la famiglia, deceduto in un incidente sulla provinciale 10 tra Pratola e Raiano, lo scorso 19 aprile quando, in sella alla sua moto, si è scontrato con una vettura guidata da un compaesano di 82 anni. Il rintocco delle campane che annuncia l’arrivo del feretro.
La bara bianca sommersa da rose dello stesso colore. Sopra la sciarpa del Napoli e la maglia giallonera della Morronese, le due squadre del cuore. Ad accoglierla Padre Agostino Piovesan che ha un po’ rivoluzionato il solito cliché ricordando, prima di entrare nel santuario, la figura di Alessio un giovane pieno di vita, e con tanta voglia di vivere. Nella sua omelia, il parroco ha recitato un passo del Vangelo di Luca che ricordando l’incontro dopo la Resurrezione, di Cristo con due Apostoli, uno Simone e l’altro senza nome. “Forse una scelta voluta dall’evangelista Luca”, ha detto il Parroco. “Ognuno di noi può immedesimarsi in quella situazione e in quel ruolo. Ci piace pensare che anche Alessio abbia fatto la stessa cosa appena volato in cielo incontrando nostro Signore”. Poi lo struggente ricordo dei suoi amici, tutti in gruppo, uno vicino all’altro. “Caro Alessio, amico di una vita, amico di tutte le nostre vite che abbiamo condiviso con te, ognuno a modo suo, fino ad oggi, fino a qualche giorno fa. Potremo riempire pagine di ricordi e ognuno di noi ne tirerebbe fuori a migliaia. La tua presenza è stata sempre rumorosa, tanto casino, tanta luce, impossibile non notarti. Ed è l’unica cosa che ci tiene a galla ora, avere una miniera di ricordi, da cui ripescare a caso per averti con noi per sempre . Tu eri il fuoco di artificiò Alé…e oggi è il giorno che è finito tutto. Ora abbiamo tutti un macigno enorme sul petto, cambia tutto, passano gli anni, ma casa è sempre casa, un posto pieno di gioia per ritrovare gli amici di sempre. Da oggi no, da oggi casa è meno casa e forse la gioia, alla fine, la portavi proprio tu. E continuerai a portarla tu. Ogni volta che ci guarderemo negli occhi ci sarai tu, ogni Brindisi sarà per te, ogni cena, ogni giornata al mare, ogni Ferragosto e ogni Pasquetta. Eri un eterno bambino, ora eterno davvero. Un pezzo dei nostri cuori sarà per sempre tuo. Ti vogliamo bene Alé!!
Parole che hanno strappato lacrime a tutti i presenti. All’uscita del santuario un ultimo scrosciante applauso ha salutato la bara bianca alzata in alto dai portatori, come un trofeo alla fine di una partita, mentre centinaia di palloncini bianco azzurri e giallo neri, si sono alzati verso il cielo per accompagnare Alessio nel suo ultimo viaggio.


