COGESA, IL COMITATO MORRONE SCENDE IN PIAZZA PER GERARDINI
Il Comitato Morrone Sulmona-Valle Peligna è sceso in piazza, questa mattina, davanti al tribunale del capoluogo peligno, con un sit-in sulle questioni attinenti il Cogesa, soprattutto sugli ultimi eventi riguardanti il pronunciamento della legittimità della nomina dell’attuale amministratore unico Franco Gerardini “che sta garantendo il corretto funzionamento della discarica di Noce Mattei e si è impegnato a risolvere le gravi problematiche economiche e gestionali che affliggono la società e che si protraggono da anni”, sottolinea il Comitato che intende sensibilizzare la popolazione sulmonese sui progetti di ampliamento della discarica, appoggiato dalla Regione Abruzzo ed evidentemente finalizzato a consentire alla città dell’Aquila di conferire un’eccezionale quantità di rifiuti non differenziati, in aperto contrasto con le attuali normative in materia”. “Si pensi che i volumi di rifiuti del capoluogo sono paragonabili a quelli di tutti gli altri Comuni consociati messi insieme”, prosegue, “inoltre, a discapito della salubrità dell’area e a conferma delle intenzioni di ampliamento, si intende finanziare la realizzazione di un nuovo impianto per la produzione di Combustibile Solido Secondario ritenuto già obsoleto e non più finanziato dalla comunità europea. Lo sversamento di rifiuti indifferenziati, che non potendo essere oggetto di valorizzazione e di riciclo, finendo interamente in discarica, rappresenta la fonte più grave di pericolo per la salute dei cittadini sulmonesi, non solo di quelli residenti in prossimità dell’impianto”. “Chiediamo ai cittadini di mobilitarsi a salvaguardia del territorio e a protestare contro l’intenzione, ormai palese, di trasformare l’impianto sulmonese in un centro di raccolta di rifiuti di livello regionale, se non nazionale, senza alcun riguardo per il disagio ormai insopportabile patito dalla popolazione di prossimità e senza alcuna attenzione alla salute pubblica, alle esalazioni nauseabonde, alla accertata contaminazione delle acque di falda e di superficie, il tutto in dispregio delle normative nazionali e comunitarie”, conclude il Comitato Morrone Sulmona-Valle Peligna.


