CHIESTO IL PROCESSO PER L’EX PRESIDENTE DELLA SACA E ALTRI DUE DIPENDENTI

Chiesto il processo per falso e turbativa d’asta per l’ex presidente della Saca Luigi Di Loreto e per altre due persone: la segretaria della Saca Fabrizia Torchetti e il responsabile unico del procedimento Fabrizio Paolini.

Ieri, i tre imputati sono comparsi davanti al Gup, Marta Sarnelli che ha rinviato gli atti al presidente del Tribunale Mazzagreco, in quanto è stata sollevata l’incompatibilità della Sarnelli per essersi già occupata della vicenda giudiziaria in fase di indagini preliminari, quando archiviò la posizione dell’ex assessore e dipendente della partecipata, Salvatore Zavarella, ritenuto totalmente estraneo alle accuse.

Secondo la Procura della Repubblica guidata all’epoca dal procuratore capo Giuseppe Bellelli, nel 2018 l’appalto da 350mila euro per il rifacimento della rete fognaria e dell’asfalto del viale che porta allo scalo ferroviario di Sulmona, sarebbe stato affidato ad una ditta che si era classificata seconda dietro specifiche direttive. Oltre al rifacimento dei collettori fognari che si intasavano a ogni acquazzone, con la separazione delle acque bianche da quelle nere, era stato ripristinato anche l’intero manto stradale fino ad allora un vero e proprio tormento per tutti gli automobilisti che transitavano sulla strada. Lavori eseguiti grazie ad un finanziamento, in parte garantito dalla Saca con i fondi Masterplan per l’Abruzzo assegnati dalla Regione alla società che si occupa del ciclo integrato dell’acqua per molti paesi della Valle Peligna e dell’Alto Sangro, e in parte dal Comune. Ora la palla passerà nelle mani di un altro giudice togato, il quale dovrà fissare di nuovo l’udienza preliminare e dopo aver ascoltato le parti decidere se prosciogliere i tre imputati o se mandarli a processo.

3 thoughts on “CHIESTO IL PROCESSO PER L’EX PRESIDENTE DELLA SACA E ALTRI DUE DIPENDENTI

  • Ma ancora queste scemenze con le povere giudici demenziali che debbono campare. È quaranta anni che stiamo combattendo contro la incostituzionalità delle leggi sugli appalti. (A me lo stato mi dovrebbe restituire almeno 200 milioni di euri di danni, commessi dalle amministrazioni pubbliche e dal tribunale di Sulmona) Le norme discriminatorie sulla selezione dei candidati (ad hoc per fare vincere uno) o sugli affidamenti diretti SONO ANCORA OGGI NELLE LEGGI CHE ERANO DEL REGNO D’ITALIA, E CON LA COSTITUZIONE NON DOVREBBERO PIÙ ESSERCI, poi le usano la miseria ed il bisogno degli amministratori con il risultato che gli appalti sono tutti truccati. Dal 1993 stiamo combattendo per fare adeguare le leggi alla Costituzione che reclama che gli appalti e contratti debbono essere tutti liberi e in parità sia che siano privati o pubblici, quindi gli appalti debbono essere assegnati senza liste predefinite e lettere di invito ma a chiunque offre il maggiore ribasso e contemporaneamente (al contrario di ora) identica maggiore cauzione per il rischio.
    Tutti i magistrati lo sanno, però furbescamente fanno gli gnorri cosicché si commettono i reati di corruzione e loro ci guadagnano per interpretare cause inutili in tribunali altrettanto inutili se non per farli campare.
    Poi ora è arrivato IL MINISTRO DELLA MEZZADRIA che sta rinnovando il codice appalti,ma per assegnarli come prima, cioè a mezzadria.

    • Davvero GDS basta guardare sui siti internet dei comuni del territorio di Sulmona e gli appalti sono quasi tutti a trattativa privata con strani elenchi ristretti di 3 imprese per appalti di 300.000 euri oppure 400.000 euri come questo di asfalto della SACA che vanno a imprese gia’ prestabilite che poi ringraziano il comune non con il denaro proprio ma con il ribasso che ha risparmiato se l’appalto fosse statoa libera concorrenza. Dappertutto è così,allora la procura dovrebbe inquisire e processare tutti.

  • Un’altro chiodo sulla bara del tribunale di Sulmona.

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