COGESA, GERARDINI PRESENTA IL PIANO ANCHE SENZA I SINDACI “RIBELLI”

Hanno disertato il controllo analogo facendo mancare il numero tanto da spingere l’amministratore unico che non vogliano, ma che dal 4 gennaio è alla guida del Cogesa, a chiamarli “irresponsabili”. Ieri, all’appello fatto dal sindaco di Sulmona Gianfranco Di Piero, presidente dell’organismo di controllo della partecipata, in 40 soci non hanno risposto. Hanno invece detto “presente” 25 sindaci ai quali Franco

Franco GERARDINI

Gerardini, in più tre ore ha illustrato la grave situazione in cui versa il Cogesa indicando anche le possibili vie d’uscita. E lo ha fatto in maniera chiara e precisa, senza il timore di suscitare possibili reazioni o risentimenti da parte di quei sindaci che, “starebbero lavorando per affossare il Cogesa”. “Non è stato dato un esempio di responsabilità. Chi è assente non ha compreso la delicatezza del momento in cui opera questa società. Io non faccio parte dei giochi politici e le mie dimissioni sono a disposizione. Resto, tuttavia, sorpreso dalle diffide perché un parere legale non può essere scambiato per la pronuncia di un magistrato”. Ha esordito Gerardini indicando poi questi punti urgenti da affrontare per far uscire il Cogesa dalle sabbie mobili. A cominciare da un esperto per valutare procedure alternative allo stato di crisi; l’individuazione di un nuovo amministratore unico tramite avviso pubblico; la nomina di un direttore generale; riformare il regolamento del controllo analogo per rendere più snello e meno macchinoso l’organismo; elaborare un piano di rientro dei clienti morosi su base pluriennale e condiviso; riconvocare a breve assemblea di controllo analogo per le procedure di garanzia della continuità aziendale.

Sede Cogesa

COGESA UN PATRIMONIO DA DIFENDERE
Il Cogesa è un’eccellenza regionale nella gestione integrata dei rifiuti urbani. Sono 50 i “Comuni ricicloni” gestiti dal Cogesa che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento sui 79 premiati della Provincia dell’Aquila con percentuali di raccolta differenziata oltre il 65%. Ventitré Comuni su 623 a livello nazionale hanno raggiunto il limite di 75 Kg l’anno di produzione pro capite di secco residuo. Il Cogesa si è piazzato al settimo posto su 100 nella classifica nazionale di “Cento di questi consorzi”, unico gestore abruzzese nei primi 10.
RACCOLTA DIFFERENZIATA
46 Comuni su 59 serviti dal Cogesa hanno una raccolta differenziata oltre il 65% con 45 oltre il 70%. Nove Comuni sono tra il 60 e il 65% e solo 4 sono sotto il 60%. Con una percentuale media di raccolta differenziata del 70,64% e una percentuale media di riciclo dei rifiuti differenziati del 57,58%, il Cogesa ha raggiunto gli obiettivi di riciclo con due anni di anticipo.
PERSONALE COGESA
Attualmente sono 200 i dipendenti del Cogesa di cui 176 a tempo indeterminato e 24 a tempo determinato. E secondo l’analisi di Gerardini il rapporto del numero dei dipendenti con gli abitanti serviti che sono 96 mila, supererebbe leggermente la media. Personale che andrebbe ridistribuito meglio nei vari comparti dei quali alcuni sono in sofferenza mentre altro abbondano di uomini. Insomma ci sarebbe stato un errore nell’impiego delle risorse umane. C’è poi il dato sorprendente delle 44 vertenze per contenziosi con il personale da risolvere, secondo l’amministratore unico, attraverso un percorso da avviare con i sindacati per poter stabilizzare la situazione attraverso la riforma dell’organigramma.
IL CASO L’AQUILA
Secondo Gerardini il Cogesa avrebbe firmato un contratto suicida con l’ASM spa, la società partecipata del capoluogo di regione che va rivisto e adeguato ai costi attuali. In base ai conteggi fatti l’ASM sarebbe debitrice del Cogesa di 773 mila euro, debito che andrebbe ripianato con un piano di rientro condiviso e sostenibile. “Non c’è nulla di campanilistico”, precisa Gerardini. “È in gioco il sistema di equilibrio economico visto che il Cogesa è una società per azioni. Non è possibile che il sindaco Biondi pretenda di pagare 110 euro a tonnellata quando per portare i rifiuti nella discarica di Notaresco ce ne vogliono 183, in quella di Lanciano 150 e in quella di Chieti 200”.
Prima di chiudere rinnovando l’invito ai sindaci soci a ripristinare un clima di serenità politico-istituzionale e senso di responsabilità perché si lavori per il futuro del Cogesa, Gerardini ha messo nuovamente a disposizione le sue dimissioni sollecitando a breve termine un nuovo controllo analogo, per iniziare un percorso virtuoso che porti la società fuori dalla crisi.

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