IL TAR RIGETTA IL RICORSO DI RUBEO SULLA REALIZZAZIONE DELLA CASA FUNERARIA CALIENDO CELESTIAL

Il TRibunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso della FIR Srl dell’imprenditore marsicano Antonio Rubeo sulla realizzazione della casa funeraria in via Buco della Grotta, nei pressi dell’ospedale di Sulmona. Secondo i giudici amministrativi non ci furono abusi edilizi nè difformità alcuna derivante dal planivolumetrico. La Fir, società, proprietaria di un vasto lotto di terreni, ricadenti per la gran parte nella “Zona per attrezzature socio-sanitarie” del Comune di Sulmona, ha trascinato il Comune davanti al Tar in relazione all’esposto del 15 ottobre 2020 attraverso il quale aveva segnalato una serie di abusi edilizi e criticità in suo danno derivanti dal planivolumetrico approvato dalla Giunta Comunale e rilasciato alla società proprietaria della casa funeraria Caliendo Celestial. Per il Tar il ricorso è da considerarsi infondato nel merito. Sostanzialmente la società non aveva impugnato il piano nei termini di legge. Per cui non era possibile pretendere dall’amministrazione l’esercizio di un potere di autotutela. “L’atto di diffida con cui si sollecita l’esercizio di un potere di autotutela teso ad ottenere provvedimenti di revoca o annullamento di precedenti atti amministrativi non impugnati si configura come mera sollecitazione del potere amministrativo, non essendovi, quindi alcun obbligo giuridico di provvedere sull’istanza”- si legge nell’ordinanza del Tar. In buona sostanza non si configura alcun inadempimento poichè i provvedimenti amministrativi avevano consolidato effetti ed efficacia. Alla luce del ricorso  dichiarato inammissibile, la FIR ora dovrà rifondere le spese di lite al Comune, rappresentato nel giudizio amministrativo dall’avvocato, Marina Fracassi. Resta in piedi il filone civile della vicenda che entrerà nel vivo il prossimo marzo davanti al giudice del Tribunale di Sulmona con la richiesta al Comune, sempre da parte della FIR al Comune, di un maxi risarcimento di 200 mila euro.

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