CASA INAGIBILE A PRATOLA, ECCO COME SONO ANDATI I FATTI

A marzo, in Corte d’Appello, si riaprirà la vicenda processuale che vede protagonista Anna Di Cioccio, proprietaria dell’edificio pericolante in piazza Primo Maggio, a Pratola Peligna, che si ritiene ingiustamente condannata per un abuso edilizio mai commesso e che imputa al fratello, in comodato d’uso nell’immobile. “In effetti il fratello della mia assistita ha eseguito lavori nell’immobile avuto in comodato, mai autorizzati, anche per effetto dell’incompleta documentazione presentata al Comune” afferma l’avvocato Fabrizio Luciani. “Inoltre non risponde al vero che la mia assistita abbia tenuto segreto il testamento paterno che a lei ha attribuito la proprietà di quell’immobile – aggiunge l’avvocato – il padre sollecitò la figlia a dare in comodato l’alloggio, in un momento di estrema difficoltà per il fratello. Ma non era assolutamente previsto che il fratello potesse o dovesse eseguire opere importanti in quell’immobile”. “Opere che invece ha fatto, dal 2009 in poi, nonostante le segnalazioni inviate al Comune e ad autorità di polizia dalla proprietaria, che non ha mai acconsentito a quei lavori. Ma nonostante tali segnalazioni il fratello è andato avanti nei lavori, chiedendone poi la spesa alla sorella”. “Il giudice ha poi stabilito che l’immobile, come da testamento, venisse restituito alla legittima proprietaria. E non solo venne liberato dopo un paio d’anni ma i lavori andarono avanti, pur sapendo il signor Di Cioccio che quei lavori non erano autorizzati” sottolinea Luciani. “E il Comune ha poi fatto ben due ordinanze di ripristino dello stato originario dell’immobile – precisa e conclude ancora il legale – quindi ogni pretesa della nostra controparte è infondata. Ed è per questo che abbiamo presentato ricorso in appello”.

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