CENERE E CARBONE NELLA CALZA DELL’ANFFAS DI SULMONA

di Emanuela Pasquali (presidente Anffas Sulmona) – È tempo di fare il bilancio delle nostre attività per il 2022 e per il quasi decennio di presidenza dell’associazione ANFFAS SULMONA APS. Mi hanno insegnato ad iniziare sempre dagli aspetti positivi, perché ci sono sempre tante ragioni per ringraziare. Sono stati anni di indiscussa crescita dell’associazione, nonostante le enormi difficoltà portate dal COVID 2019. Siamo riusciti a non fermare le attività del Centro Diurno, fra l’altro ulteriormente potenziate nel 2022, in favore delle persone con disabilità intellettiva e del neuro-sviluppo, di cui ci prendiamo cura. Da noi, in Anffas, il centro di tutto è sempre la persona con disabilità e proviamo a dare risposte alle sue necessità, certo, ma anche ai suoi desideri. Sono proprio le persone con disabilità, le prime che voglio ringraziare, perché sono per me fonte di grande stupore e di gioia perché piene di una sensibilità ed una attenzione agli altri che non si rintraccia spesso. Desidero ringraziare gli operatori dipendenti, quelli volontari e quelli di servizio civile, che in questi anni si sono alternati facendo un’esperienza che per molti di loro ha segnato un grande passo nella crescita personale che non dimenticheranno. Li voglio ringraziare in particolare per come hanno svolto il loro compito, con competenza e professionalità, ma soprattutto con quella passione che viene dal metterci il cuore. Un sincero grazie a tutte quelle persone che ci hanno incoraggiato, sostenuti e supportati anche economicamente attraverso: le erogazioni liberali, le donazioni del 5 per mille, le bomboniere solidali, gli acquisti presso i nostri negozi temporanei di Natale e Pasqua ed anche a chi ha donato con generosità il proprio tempo. Due esempi tra tutti: lo scorso anno un detenuto del carcere di Sulmona ci ha donato un bellissimo Presepe e quest’anno un altro detenuto ha effettuato una donazione in denaro. Abbiamo costruito questa realtà con tanto lavoro, impegno e sacrifici. Ma tutto questo non è ancora sufficiente!
• Da quando guido questa associazione, l’ente d’ambito, ECAD 4 Peligno, non ha ritenuto di sostenere economicamente i progetti che abbiamo messo a disposizione per rispondere alle esigenze delle famiglie che vivono la disabilità sulla loro pelle. Questo le costringe a dover finanziare praticamente in toto tutte le attività del centro socioeducativo, unico, nel territorio, nel suo genere per persone con disabilità;
• La Regione Abruzzo, che finanzia qualche nostro piccolo progetto, e di questo la ringraziamo, nei giorni scorsi, in fase di assegnazione di contributi annuali ci ha concesso una somma neanche lontanamente paragonabile a quanto attribuito ad altre realtà del nostro territorio. Ci piacerebbe comprenderne il motivo.

• Le famiglie delle persone con disabilità si sentono abbandonate dalle istituzioni, stanche, deluse e disilluse;
• Alle imprese produttive, agli imprenditori ed ai professionisti del nostro territorio faccio un appello: ricordatevi che le donazioni in favore della nostra associazione oltre che a sostenere le nostre attività sono anche fiscalmente deducibili dal reddito: quindi c’è un doppio vantaggio. Perché non approfittarne?
Alla luce di questi ultimi punti della mia sintetica disamina, cosa possiamo attenderci nella calza dell’Anffas di Sulmona? Immagino cenere e tanto carbone, che purtroppo non è dolce come quello che si usava ai miei tempi! Come ci ricorda l’Anffas Nazionale, possiamo dire: “Cosa sono i Servizi senza diritti? Servizi senza diritti producono esclusione”. In questi anni abbiamo cercato di fare l’impossibile per le persone con disabilità del nostro territorio: Sulmona e Valle Peligna, ma non vorremmo che domani bussando alla nostra porta troverete scritto: CHIUSO PER …
Scegliete voi!

One thought on “CENERE E CARBONE NELLA CALZA DELL’ANFFAS DI SULMONA

  • 5 Gennaio 2023 in 19:24
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    Questi problemi di finanziamento e tutela sono scomparsi ormai, dimenticati in quanto le autorità non riescono a garantire o gestire cosa dovrebbero.
    Mi darò da fare personalmente in quanto devo alla comunità perché fortunato e volenteroso, ma le autorità sono veramente pietose e dovrebbero essere braccate e perseguite.

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