INDUSTRIA, MAGLIA NERA ALLA MARELLI DI SULMONA

È sempre più incerto il futuro dei dipendenti della Marelli. Lo stabilimento di Sulmona, dove vengono prodotti componenti per l’automotive, negli ultimi due anni ha subìto gli effetti negativi dell’andamento del mercato ricorrendo, sempre più frequentemente, agli ammortizzatori sociali. A fine 2022 è stato sottoscritto un contratto di solidarietà per 467 dei 650 dipendenti del sito industriale, quelli della produzione, che sarà in vigore dal 9 gennaio al 23 dicembre 2023. La situazione della Marelli contrasta con la fotografia del mondo del lavoro scattata a fine 2022 nella provincia dell’Aquila che non è drammatica. Nella città capoluogo di Regione i grandi poli tecnologici di Leonardo e Thales Alenia Space, che contano rispettivamente 140 e 300 dipendenti, godono di ottima salute. Tra progettazione e ricerca ingegneri e tecnici, altamente specializzati, lavorano a progetti sempre più innovativi senza soffrire minimamente crisi o frizioni di mercato. Anche nella Marsica l’anno che si è appena concluso non è stato accompagnato da grandi crisi. LFoundry, azienda più grande della provincia con 1.400 dipendenti che producono memorie volatili e sensori d’immagine, negli ultimi 12 mesi ha dato il via libera a un regolamento per lo smart working e a un premio di risultato di 2.400 euro annui a lavoratore. Smentito, almeno per il momento, il trasferimento di una linea produttiva della Fiamm-Siapra di Avezzano. I 430 dipendenti dell’azienda dove si producono batterie industriali e per auto hanno anche scioperato per l’annuncio del trasloco di una parte della produzione nella fabbrica di Veronella, in provincia di Verona.

3 thoughts on “INDUSTRIA, MAGLIA NERA ALLA MARELLI DI SULMONA

  • 5 Gennaio 2023 in 14:27
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    Se le fabbriche chiudono la colpa e dei nostri politici e dei sindacati che si vendono al padrone perché non hanno le ………..

  • 3 Gennaio 2023 in 11:58
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    E poi i campanilisti saremmo noi?
    Chissà se li legge questi articoli qualche aquilano (come di altro luogo) che conta!
    Mentre i nostri pecoroni locali, politici e sindacalisti in primis… continuano a belare e brulicare della verde erba.. finchè disponibile… poi a fine carriera, verranno anche loro “macellati”.

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    • 3 Gennaio 2023 in 16:49
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      Quando leggo il cartello “zona industriale” mi viene da piangere… qualche politico locale puo’ spiegare quali sono le strategie per difendere i posti di lavoro e garantire futuro e prosperita’ a tutta la valle peligna? Attendo fiducioso…

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